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Avventure di una mamma blogger


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Muffin alle mele speziati (e gluten free) per il Redone di Maggio

MUFFIN SPEZIATI ALLE MELE – SPICED APPLE MUFFINS

Da: Delia Smith – Delia’s Cakes – Hodder & Stoughton

Per 6 grossi muffin 

150 g di farina (per me di Avena)

1 cucchiaino da dolci di lievito per dolci (¶)

1/4 di cucchiaino di sale
1 cucchiaino da té raso di cannella in polvere (¶)
1 cucchiaino da té raso di chiodi di garofano in polvere (¶)
1 uovo grosso
40 g di brown sugar
120 g di latte
50 g di burro, fuso e lasciato raffreddare
3 mele di media dimensione, a cui va tolto il torsolo: 2 vanno sbucciate e grattate e l’altrava lasciata con la buccia e tagliata a cubetti di 1,5 cm di lato

Per la finitura

1 cucchiaio di zucchero di canna Demerara1/2 cucchiaino di cannella in polvere (¶)
zucchero semolato q.b.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.


Imburrare e infarinare (noi celiaci con farina di riso) generosamente degli stampini da muffin. Io ho messo negli stampini dei pirottini di carta quindi non ho avuto bisogno di imburrare e infarinare.
Preriscaldare il forno a 200° C.

Setacciare le farine, il lievito e le spezie in una ciotola, tenendo alto il setaccio in modo da far prendere abbondantemente aria alle farine. Aggiungere il sale.

In un’altra ciotola sbattere leggermente l’uovo, aggiungere il latte, il burro fuso, il brown sugar. Mescolare.

Setacciare nuovamente il miscuglio di farine direttamente sopra la ciotola contenente gli ingredienti liquidi (questa doppia setacciatura è essenziale visto che il composto finale viene mescolato il minimo indispensabile).

Con un grosso cucchiaio metallico, facendo dei movimenti dal basso in alto, incorporare gli ingredienti solidi in quelli liquidi molto velocemente (non più di 15 secondi). Non si deve mescolare o battere, solo incorporare e se la consistenza del composto non risulta uniforme non importa, anzi, è proprio questa consistenza granulosa a determinare la leggerezza del risultato finale. 

Altrettanto velocemente incorporare le mele grattugiate, sempre senza mescolare.
Dividere il composto negli stampi, e mettere sopra ogni muffin qualche cubetto di mela, premendo leggermente. 
Mescolare la cannella avanzata e lo zucchero Demerara, e spargerli sopra i muffin.

Cuocere nel centro del forno per 25-30 minuti (io 35 ma il mio forno tende a mantenere molto l’umidità). Devono risultare ben dorati, sullo scuretto. Io ho fatto la prova dello stecchino, ed è per questo che li ho tenuti in forno 5 minuti in più. 

Quando sono pronti toglierli subito dal forno e trasferirli a raffreddare su una gratella per dolci.

Ricetta PROMOSSA

Se la versione gluten free è così buona…non posso che consigliarvi di ripeterla in tutti i modi. Inoltre, ho avuto l’occasione di utilizzare la farina di avena per la prima volta e sono davvero contenta!!!

  • Con questa ricetta partecipo -dopo una pausa di qualche mese- al Redone di Maggio 2022


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CHOCOLATE AVOCADO PUDDING per il Club del 27

Cook’s Illustrated- America’s Test Kitchen è una fonte inesauribile non solo di ricette ma di idee che “funzionano” per tutti. Questo mese, insieme al Club del 27, abbiamo puntato sul cioccolato. Pensate sia stata una buona idea?

Chocolate Avocado Pudding

236 g di acqua

30 g di cacao in polvere

150 g di zucchero

1 cucchiaio di estratto di vaniglia

1 cucchiaino di caffè espresso in polvere

una presa di sale

2 avocado ben maturi

100 g ca di cioccolata al 70%

  • Preparate uno sciroppo di cioccolato mescolando acqua, zucchero, cacao, caffè e la presa di sale.
  • Portate a bollore e scaldare per altri 2 minuti. A parte riducete gli avocado, sbucciati e denocciolati, in polpa cremosa.
  • Unite la cioccolata allo smoothie di avocado freschi e mettere nel microonde il cioccolato fondente a metà della potenza. Unite tutto e fate rapprendere in frigo un paio d’ore.

Note

Usate avocado molto maturi, che hanno lo scopo di sostituire le uova e fare da legante per il pudding.


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Honey-crusted skillet corn bread per il Club del 27

Le ricette del Club del 27 di questo primo mese del 2022 sono state selezionate dal libro The weekday vegetarians di Jenny Rosenstrach. La mia scelta è caduta su questo corn bread perché la farina di mais, a casa nostra, è sempre gradita. E’ stato facile ricavare la versione senza glutine, perché ho usato anche della farina di riso, al posto della all porpouse* della versione originale, ma se mi seguite da un po’, non vi sembrerà strana questa sostituzione, però me ne scuso eventualmente con l’autrice. Un’altra cosa che dovete avere è la skillet, ovvero la pentola in ghisa adatta sia per la cottura su fornello, sia in forno. Detto questo, vi lascio gli ingredienti e vi ricordo che troverete altre ricette selezionate dai soci del Club a questo indirizzo, dove peraltro questa ricetta è stata eseguita nella versione originale da Antonella e Katia. Grazie di esser passati di qua.

Honey-crusted skillet corn bread

141,8 g di burro

80 g di zucchero

160 g farina di mais

160 g farina di riso*

1 bustina di lievito in polvere

una presa di sale fino

250 ml di latticello

1 uovo

1 cucchiaio di fiocchi di sale di Maldon

  • Preriscaldate il forno a 200°C (poi riducete a 180°C)
  • Sciogliete 100 g di burro; in un’altra ciotola unite le farine,lo zucchero, il lievito ed il sale fino.
  • Aggiungete il burro sciolto a parte, il latticello e l’uovo.
  • preparate la pentola (13x13cm) sul fuoco e ungetela col burro rimanente.
  • Con una spatola, trasferite l’impasto, cospargetelo di sale in fiocchi e infornate per almeno 25 minuti.
  • Tagliate a pezzi e servite.


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Hummus all’aglio “caramellizzato” per il Redone di Gennaio ’22

Fermi tutti! Se ho scritto “caramellizzato” c’è un motivo, anche se il sinonimo giusto sarebbe “maillardizzato”, ma avrebbero capito solo i bravi in chimica, anche se la rezione di Maillard è piuttosto sdoganata ormai. Ad ogni modo, se c’è zucchero, caramella, se non c’è zucchero carammelizza! Anche l’aglio!!! Non solo bistecche 🙂

E qui nella foto vi metto le prove. Ora vi lascio la ricetta con cui ho scelto di partecipare al primo Redone del 2022, un hummus da provare (!), firmato Nigella e tratto da Simply Nigella, Nigella Lawson proposto dalla nostra Alessandra proprio per lo Starbooks di qualche annetto fa.

Hummus caramellizzato (trad. a cura di Alessandra Gennaro)

Per 8 persone
– 1 grande testa d’aglio, intera e con la buccia -500 g di ceci cotti (scolati) o 1 barattolo di vetro da 660 g di ceci conservati o 2 lattine da 400 g ciascuna di ceci in scatola, ben scolati dal loro liquido – la scorza e il succo di un limone non trattato – 4 cucchiai di tahini (60 g circa) – 4 cucchiai di olio extravergine di oliva (60 ml) – più un filo per condirlo, alla fine – 4 cucchiai di acqua fredda (60 ml) – 1 cucchiaino di sale – o a gusto una bella macinata di pepe bianco.

Preriscaldate il forno a 220°C. Tagliare la sommità della testa d’aglio, in modo che si vedano le cime degli spicchi e sistematela su un foglio di alluminio. Sigillate bene i bordi, lasciando il cartoccio un po’ largo. Mettetelo in una teglia di alluminio (di quelle usa e getta o simili) e cuocete il forno per 45 minuti. Lasciate raffreddare nel cartoccioScolate bene i ceci poi metteteli in un frullatore o in un mixer. Aggiungete la scorza e il succo del limone e spremeteci dentro la polpa morbidissima dell’aglio. Aggiungete la tahini e l’olio d’oliva e frullate fino ad ottenere una purea cremosa. Aggiungete poco alla volta l’acqua fredda, in modo da ottenere la giusta consistenza, frullando ad ogni aggiunta. Aggiungete poi il sale e pepe e assaggiate per regolarvi. Travasate in una ciotola e spruzzate con altro olio, a piacere.

NOTE MIE                                                 

Per me l’hummus è quello che prepara il mio amico Palestinese, ma devo anche ammettere che questa versione è da provare. L’esecuzione è semplice, anche per quanto riguarda la caramellizzazione dell’aglio. Perfetti tempi e temperature. Assolutamente da non omettere: l’aqcua fredda! Inoltre, una volta preparato, lo conservate in frigo per qualche giorno, se riuscite a resistergli.

RICETTA PROMOSSA


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Coconut Macarons per il Club del 27

Con il club del 27 questo mese vi abbiamo preparato il calendario dell’Avvento! Una ricetta al giorno per prepararsi all’atmosfera magica del Natale. Io ho scelto questi biscottini, che mio figlio tiene stretti stretti nella foto. A partire da un impasto per meringhe, otterrete qualcosa di super buono, soprattutto se vi piace il cocco e amate la vaniglia. Però ho l’obbligo morale dal mettervi in guardia su due punti: questi biscottini sono tanto buoni quanto impegnativi nella cottura (dovete sorvegliarli a vista) e poi, in secondo luogo, li finirete troppo presto, perciò preparatene di più! Oltre alla cottura, vi consiglio di usare albumi a temperatura ambiente. Io ho dovuto provate questa ricetta due volte. La versione che vi indico sotto è quella con le correzioni nelle dosi degli ingredienti.

Per 35 biscottini

  • 2 albumi
  • 125 g di zucchero (ho usato quello a velo)
  • 250 g di farina di cocco (quella in scaglie)
  • estratto di vaniglia

Preriscaldate a 160 °C. Montate gli albumi, poi aggiungete lo zucchero e alla fine gli altri ingredienti. Con due cucchiaini, formate i vostri macarons, e disponeteli su una teglia, foderata con carta da forno. Disponeteli a distanza l’uno dall’altro (fate due infornate successive). La cottura richiede almeno 15 minuti. Attenti a non farli scurire troppo!


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Turkish coffee ice cream

Se con un deca non si può andar via, come cantavano gli 883 negli anni ’90, lo si potrà fare dopo un gelato al caffè turco, garantisco.

Adoro la genialità della signora Henry e di tutte le furbamente dotate di ricettari in cui il concept è e sarà sempre la carta vincente per chiudere un pranzo, una cena, o qualsiasi altro evento degno di esser ricordato. In questo caso il concept è preso in prestito dalle strade di Istanbul, impregnate di odore di caffè al cardamomo, avvolgente quanto un abbraccio. Trasportarlo dentro un gelato è un attimo! E per questo autunno dai toni caldi, non c’è niente di meglio, tanto che partecipo al Redone di Novembre, l’ultimo di questo 2021, convinta di aver scoperto una ricetta di un furbo e di un buono da vendere. Ringrazio la squadra per la mia recente vittoria e da qui è tutto.

TURKISH COFFEE ICE CREAM, Menu Take me back to Istanbul

da How to eat a peach, Diana Henry

(traduzione di Stefania Orlando)

per circa mezzo litro di gelato


2 cucchiai di caffè espresso solubile

semi pestati o macinati provenienti da 10 bacche di cardamomo

300 ml di doppia panna da montare

175 di latte condensato zuccherato

  • Mescolare il caffè con due cucchiai di acqua bollente ed i semi macinati di cardamomo. Lasciare raffreddare.
  • A parte, montare la panna ed il latte condensato insieme, finché si otterrà un composto piuttosto sodo, quindi unire il caffè aromatizzato.
  • Versare il tutto in un contenitore, chiudere con un coperchio o con della pellicola e mettere in freezer.
    Non c’è bisogno di sbatterlo ogni tot numero di ore. Unica accortezza, diventando molto duro congelando, necessita di essere tirato fuori circa 20 minuti prima di quando si intende servirlo.

La ricetta è assolutamente PROMOSSA.


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BULZ per il Redone di Ottobre

Con un po’ di ritardo sui miei standard, ma ci sono anche questo mese per il Redone dello Starbooks, con una ricetta abbastanza calzante con l’autunno e con la prima voglia di tepore. Dite la verità! Avete aggiunto la copertina pesante alle vostre lenzuola? Ma bando alle ciance e andiamo subito in cucina, con queste “polpette” di polenta al formaggio e yogurt. La ricetta è tratta da Carpathia di Irina Georgescu, un libro davvero accattivante e che potrebbe finire tra i regali di questo Natale 2021.

BULZ

(traduzione a cura di Stefania Orlando)


per 6 persone

500ml di acqua
250 g di farina di mais
25 g di burro
un cucchiaino di sale
100 g di formaggio tipo Cheddar grattugiato
250 g di yogurt bianco naturale
150 g di formaggio stagionato di pecora o di capra grattugiato
250 g di pomodorini ciliegia
olio di oliva, per la cottura dei pomodorini
100 g di altro yogurt bianco naturale per servire

  • Portare l’acqua a bollore su fuoco alto quindi aggiungere la farina di mais, il burro ed il sale girando vigorosamente in modo che non si formano grumi.Abbassare il fuoco fino ad una fiamma media e continuare a cuocere, sempre mescolando, per circa 5 minuti in modo che la polenta risulti ben soda.
  • Spegnere il fuoco ed aggiungere immediatamente lo yogurt ed il Cheddar, mescolando bene, quindi versare la polenta su un vassoio coperto con carta forno livellandola con il mestolo.Farla raffreddare per 20 minuti.
  • Intanto foderare una teglia con carta forno ed accendere il forno a 200 gradi. Con le mani inumidite prelevare piccole porzioni di polenta da 50 g, appiattirle tra i palmi ed aggiungere un po’ di formaggio grattugiato al centro. Arrotolare quindi il tutto in una pallina.
  • Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti e posizionare tutte le palline sulla teglia preparata.
    Infornare per 25-30 minuti o finchè colorite, croccanti e dorate.
  • Nel frattempo arrostire i pomodorini dopo averli conditi con sale e olio, usando una teglia separata, per 15-20 minuti.
    Servire i bulz ben caldi, appena usciti dal forno, accompagnandoli con i pomodorini ed una cucchiaiata di yogurt.

NOTE

La semplicità disarmante di questa ricetta è superata solo dalla sua bontà, ma la vera scoperta forse è data da quell’insalatina di pomodorini arrostiti che non deve assolutamente mancare per arricchire di gusto queste grosse polpette!

La ricetta è PROMOSSA


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Il mio “kabuli palaw” per il Club del 27

Settembre sta già per finire, ancora qualche bella giornata di sole per affrontare meglio l’autunno, che nel mio Salento tarda ad arrivare. Oggi vi propongo un piatto di riso pilaf con carote e uvetta, una ricetta speziata della cucina afghana.

Come ogni mese, per il Club del 27 ci è stato proposto un elenco di ricette da cui scegliere;questa volta sono tratte da “Parwana” di Durkhanai Ayubi, una giovane profuga che dopo aver lasciato il suo paese a causa della guerra del 1985, ha aperto il suo ristorante in Australia. Il libro è del 2019, gode di una buona critica e ha riscosso alcuni premi. A giudicare da questo piatto, mi sento di consigliarvelo, perché le ricette sono ben descritte e provengono dalla cucina della madre dell’autrice, Farida, perciò sono le ricette di casa, quelle che si tramandano ai propri figli e nipoti.

La scelta su questo libro non è stata casuale, visto il periodo storico che stiamo vivendo, in cui un’altra guerra vessa il popolo afghano, privandolo di ogni forma di libertà. Parwana vuol dire “farfalla”, un titolo ben augurante e oggi più che mai simbolico. Sono davvero contenta per la proposta del Club e soddisfatta della mia scelta.

Kabuli palaw – Pilaf di riso con carote e uvetta

Ingredienti

125 ml di olio di girasole

2 cipolle tritate

500 g di carne di agnello disossata grossolanamente (a molti non piace e consiglio una variante più delicata con tacchino)

600 g di riso basmati in ammollo (questa quantità potrebbe essere eccessiva)

cumino in polvere

cardamomo in polvere

Per il topping

500 ml di olio di girasole

2 carote grattugiate

170 g di uvetta sultanina

una manciata di mandorle tritate

una manciata di granella di pistacchi

2 cucchiai di zucchero

1 cucchiaino di cardamomo

  • Per preparare il riso, in una pentola a pressione versa l’olio e aggiungi la cipolla tritata, lasciando andare 5 minuti a fiamma alta. Aggiungi la carne, lasciandola rosolare altri 5 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungi 1 litro di acqua bollente e del sale, chiudi col coperchio e aumenta la pressione. Cuoci per circa 15 minuti, poi togli il coperchio lentamente, togli la carne dal tegame e mettila da parte. Usa il brodo successivamente per insaporire il riso.
  • Metti a bollire 2,5 litri d’acqua; nel frattempo cola il riso dall’ammollo e versalo nell’acqua che bolle, insieme a del sale. Fai cuocere per 6-8 minuti (o fino al raddoppio del volume del riso). A cottura ultimata, cola il riso e rimettilo in padella col brodo. Aggiungi il cumino, il cardamomo e del sale.
  • Usando il mestolo afgano (kafgeer) o un altro cucchiaio, mescola con delicatezza. Aggiungi la carne, rimetti il coperchio e continua la cottura a pressione fino al fischio; abbassa, poi, la temperatura e continua a cuocere per altri 20 minuti.
Topping
  • Scalda l’olio in una padella. Aggiungi le carote e friggi 4-5 minuti, poi toglile e mettile da parte; nello stesso olio aggiungi l’uvetta e friggi per circa 3 minuti. Togli l’uvetta e aggiungila nella ciotola delle carote, insieme alla frutta secca tritata, lo zucchero ed il cardamomo, mescolando con delicatezza.
  • Usando un piatto da portata, unisci il riso con il topping e servi subito.


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Saffron breakfast kheer per il Redone di Settembre

L’estate appena trascorsa già mi manca, saudade… ma riprendere la routine settembrina non mi spiace poi tanto, e forse è la prima volta che non sono particolarmente atterrita. Eppure non posso dire di aver staccato completamente la spina; gli impegni professionali non sono mancati, magari ve ne parlerò nei prossimi post. Oggi non voglio appesantire questo ritorno sul blog, anche perché c’è un motivo ben preciso se sono qui ed è la ripresa del Redone. Torno con la ricetta di un risolatte indiano molto speziato, pensato per la colazione, se non fosse che l’ho servito come dessert dopo cena (ad una nuova cavia) e poi l’ho gustato scaldato il giorno successivo come spuntino pomeridiano (consigliatissimo). A colazione preferisco ancora il mio caffè nero e fumante, ma questo risolatte non sottovalutatelo!

Saffron breakfast kheer da Anna Jones, The Modern cook’s year

traduzione di Biagio D’Angelo.

Ingredienti
-150 g di riso integrale, a chicchi lunghi –

-100 g di anacardi

-50 g di mandorle spellate

-1 litro di latte di mandorla (senza zucchero)

-6 bacche di cardamomo

-100 g di uva passa chiara

-1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere

-un pizzico di pistilli di zafferano, immerso in 50 ml di acqua bollente (ho usato 1 cucchiaino di zafferano in polvere)

-1 bastoncino di cannella

-2 cucchiai di miele 

PER SERVIRE
la scorza di 1 lime non trattato

una piccola manciata di chips di cocco tostate

Metodo

  • Immergere il riso in una ciotola, e le mandorle e gli anacardi in un’altra, in acqua fredda per almeno 30 minuti, meglio se una notte intera.
  • Il giorno dopo, scolare il riso e metterlo in una pentola con il latte di mandorla e 500 ml di acqua e portare a ebollizione.
  • Cuocere per 20 minuti, finché il riso non si sia gonfiato e il liquido non si sia ispessito un po’.
    Nel frattempo, scolare le noci e tritarle finemente. Pestare le bacche di cardamomo in un mortaio e con un pestello separare  i semi profumati, dai  baccelli e macinare i semi fino a quando non si ottenga una polvere.
  • Dopo 20 minuti aggiungere al riso gli anacardi, l’uvetta, le spezie e il miele, e cuocere per altri 15 minuti fino a che non si abbia un riso denso e cremoso, a metà tra il budino di riso e il porridge. Il kheer deve essere morbido, cremoso e non troppo spesso. Se sembra che si stia ispessendo troppo in fretta, abbassare il fuoco e versare un po’ d’acqua bollente da un bollitore.
  • Servire in ciotoline con del lime grattugiato e delle scaglie di cocco tostato. 
  • Se amate le cose dolci, aggiungete del miele in più o dello sciroppo d’acero. 

NOTE MIE

Questo risolatte probabilmente diventerà il mio comfort food autunnale, soprattutto dopo aver scoperto che nella tradizione ayurvedica è considerato un acceleratore del metabolismo, a cui va aggiunto il fatto che lo zafferano è apportatore di buon umore, ma questo ve l’ho raccontato un sacco di volte.

Sul metodo di preparazione nulla da eccepire, giusti i tempi e le quantità. Oltretutto, questo l’ho preparato con un ammollo di appena un’ora, perché volevo servirlo dopo cena come dessert, ed è andata benissimo. In effetti, l’unica riserva che ho è quella di proporlo a colazione, ma temo sia una questione di gusti ed abitudini.

Il consiglio è quello di prepararlo e gustarlo in compagnia. Evviva il Redone.

La ricetta è PROMOSSA


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Cacao nibs cookies per il club del 27

THE NEW COOKIE – NO BAKE RECIPES di MOLLY MILLS è dedicato al cibo raw, senza cottura. Lo abbiamo sfogliato questo mese insieme al Club del 27, alla ricerca di ricette sfiziose che non impegnassero nella cottura, di nessun tipo. Gli ingredienti si assemblano a crudo, legandosi attraverso olii vegetali e senza intervento di uova o latte animale.

Un regime molto peculiare, quello crudista, ma non per questo motivo poco percorribile.

Ho scelto questi biscottini a base di scaglie di cacao crudo, nibs per gli addicted, legate insieme dai datteri e la farina di mandorle e adatti sia a vegani che a non-vegani, celiaci ed intolleranti il lattosio. Inoltre hanno un buon apporto in proteine, fibre e sali minerali.

Al di là degli aspetti nutrizionali, il risultato è stato irresistibile, per grandi e piccini.

Se siete curiosi e volete provare il gusto raw, non dovete che seguire queste semplici operazioni.

Ingredienti

115 g di farina di mandorle

40 g di pasta di sesamo

115 g di datteri denocciolati

30 g di nibs di cacao crudo

1 pizzico di sale

  1. Frullate le mandorle finemente
  2. Aggiungete i datteri e continuate a frullare fino ad amalgamarli, poi aggiungete il sale e la pasta di sesamo, continuando a frullare fino ad ottenere un composto omogeneo.
  3. Trasferite il composto in una ciotola e versateci dentro le nibs di cacao. Foderate una teglia per biscotti con carta da forno.
  4. Formate 16 palline e pressatele ( io ne ho ottenute il doppio).
  5. Servite subito o tenete un po’ in fresco