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Avventure di una mamma blogger

Molotov pudding per il Redone di Marzo e dintorni

4 commenti

E’ domenica mattina, si parla del Festival di San Remo appena concluso. Un’edizione storica, senza il pubblico in sala, che probabilmente ha restituito alla musica il ruolo di Protagonista che merita. Lungi dal voler fare di questo post una replica delle repliche del Festival, vi dico subito che anche oggi, su questi “schermi”, si parla di ricette, in particolare quelle già testate negli scorsi Starbooks, e più precisamente quella che vi propongo oggi per il REDONE di Marzo, il MOLOTOV PUDDING tratto da Lisbon di Rebecca Seal.

Domani sarà la Festa della Donna, una ricorrenza irrinunciabile per ciò che storicamente rappresenta, ma di cui personalmente farei volentieri a meno, convinta del fatto che non abbiamo bisogno, in quanto donne, di una festa che lo ricordi.

Questo pudding, nato per ricordare una battaglia (Malakoff) durante la Guerra di Crimea, cambiò nome durante un’altra guerra, in Molotov, probabilmente dal nome di un politico. A me questo nome,invece, ricorda l’ordigno incendiario usato nelle guerriglie di piazza…

Ma in realtà l’unica nota esplosiva in questo pudding è la dolcezza, quella che dovrebbe straripare da tutte le donne, insieme ad una buona dose di determinazione e ironia. Retrogusto vaniglia e caramello completano la bontà e la consistenza, resa anche croccante dalle mandorle in lamelle, tostate.

Così è la donna che vorrei essere, o che sono già, leggera al punto giusto, ma anche determinata, auto ironica e dolce.

Il resto è …contorno.

MOLOTOV PUDDING

per 6 porzioni

(traduzione di Stefania Orlando)

  • olio neutro, per ungere gli stampini
  • 4 uova fresche a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • 4 cucchiai di zucchero superfino (tipo Zefiro)
  • mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 3 cucchiai di mandorle a lamelle per servire
  • 100 g di zucchero superfino per il caramello

Usando l’olio scelto ed un pezzo di carta da cucina ungere sei stampini da circa 150 ml di capacità.
Preriscaldare il forno a 180 gradi e mettere dell’acqua a bollire.
Montare gli albumi con il sale fino allo stadio soft peaks, ovvero formeranno delle onde morbide. Unire quindi i 4 cucchiai di zucchero a poco a poco, sempre montando, ed infine la vaniglia.
Gli albumi dovranno risultare lucidi e ben montati.
Usando un cucchiaino dividere la meringa tra gli stampini preparati, usandolo per pressare il composto con delicatezza in modo che raggiunga ogni angolo.
Livellare la superficie e battere gentilmente gli stampini sul piano da cucina per eliminare eventuali bolle d’aria.
Mettere gli stampini in una teglia e versare nella teglia dell’acqua bollente in modo che raggiunga circa metà altezza degli stampini stessi.
Infornare e cuocere 12 minuti, tempo durante il quale i dolci si gonfieranno e coloriranno un poco ma si sgonfieranno appena li toglierete dal forno.
Togliere gli stampini dal bagnomaria e far raffreddare i dolci completamente prima di sformarli invertendoli sui piatti da portata.
Tostare le mandorle su fuoco basso e lasciare da parte.
Per il caramello, mettere i 100 g di zucchero in un pentolino con 100 ml di acqua e farli bollire a  fuoco alto. Dopo un po’ lo sciroppo comincerà a cambiare colore, e qui va guardato a vista (watch it like a hawk, come un falco!) e tolto dal fuoco quando ancora dorato e non troppo scuro, altrimenti risulterà amaro.
Dopo un paio di minuti controllare la consistenza, se sarà troppo sodo per poter essere versato sui dolci basta aggiungere dell’acqua, un cucchiaio alla volta, fino alla giusta consistenza.
Fare attenzione perchè il caramello schizzerà un poco all’aggiunta dell’acqua.

P R O M O S S A CON L O D E

NOTE MIE

Mi sono innamorata di questi pudding, di una semplicità imbarazzante, ma di sicuro effetto!

La cosa più difficile è sicuramente il caramello. L’ho rifatto due volte. Il segreto è non perdere la pazienza!

Il sale nella meringa in effetti chi lo usa più? Però, però, però…fate come fa Rebecca, mettetelo pure voi.

Se la vostra unica preoccupazione è come tirarli fuori dagli stampini, state calmi: vengono fuori da soli.

Io ne ho ottenuto uno in meno, cinque. Eppure ho usato esattamente le quantità indicate, riempendo gli stampini fino all’orlo.

Consigliati a fine cena, serviti freddi e accompagnati anche, semplicemente, con una mousse al cioccolato.

Autore: Sonia C.

Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore (Paul Eluard)

4 thoughts on “Molotov pudding per il Redone di Marzo e dintorni

  1. Grazie Sonia! Anche di avermi ricordato questi pudding che non rifaccio da una vita 🙂

  2. Praticamente una via di mezzo tra la meringa e la pavlova: interessanti e da provare, anche per l’assenza di latticini che li rendono adatti anche a chi è intollerante al lattosio.
    P.S.: l’8 marzo non è la festa della donna, ma la giornata internazionale della donna. La differenza è sottile ma significativa: si tratta di una commemorazione, non di una festa commerciale, anche se è subito stata banalizzata come tale.
    Un abbraccio e buona Giornata Internazionale della Donna anche a te. ❤

    • Ciao Maria Pia, purtroppo sono talmente allergica alle definizioni, che sbaglio puntualmente. Nella sostanza però siamo d’accordo, perché il valore storico di questa giornata è innegabile, come ho scritto. E, oltretutto, in Italia assume un valore peculiare, con il simbolo della mimosa, fiore spontaneo in montagna, che veniva regalato alle staffette dagli uomini “alleati” nella lotta contro un nemico comune. Oggi è importante far memoria di tutto, ma non perdere di vista ciò che è importante nel nostro essere donne nel 2021. Grazie per gli auguri, che accetto e mi sforzo di vivere ogni giorno. Li ricambio di cuore.

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