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Avventure di una mamma blogger


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Tortini di patate per il Redone di Settembre

Settembre sembrerebbe il periodo giusto per un anticipo di buoni propositi.

Io so che dovrò prendere delle decisioni, come tutti, e tra queste vi è l’accompagnamento degli arrosti!

Perciò vado al dunque e, approfittando del Redone, scelgo ancora SALT IS ESSENTIAL di Shaun Hill.

Ecco il risultato.

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Tortini di patate alle olive 

da Salt is essential

500 g di patate novelle

50 g di olive verdi in scatola alle acciughe

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 uovo intero  battuto per la panatura

1 tuorlo

100 g di pangrattato (per me gluten free)

olio d’oliva

Lessate le patate in acqua salata, sgocciolate, passate in un passatutto (o schiacciatele con una forchetta) e lasciate raffreddare. Fate attenzione a non prolungare il tempo di lessatura o sarà difficile gestirle. Tagliuzzate le olive ripiene e aggiungetele alle patate, insieme al prezzemolo ed al rosso d’uovo. Formate gruppetti di palline da “golf” e passatele nell’uovo battuto e nel pangrattato. Forgiatele appiattendole e surgelate fino a quando ne avrete bisogno.

Friggete i tortini utilizzando una quantità d’olio che ricopra la padella per almeno mezzo centimetro.

Serviteli come accompagnamento ad un arrosto, ad esempio di agnello, insieme ad una salsina ottenuta con il liquido di cottura dello stesso.

-Ho scorporato questa ricetta da quella “principale” di un arrosto di agnello, perché mi è sembrato un accompagnamento versatile e trasversale, tanto più che lo chef invita a prepararli con anticipo e tenerli in freezer.

-Apparentemente possono sembrare delle banali crocchette di patate, ma lasciatemelo dire, sono sensazionali.

– Anche se molte cose sono affidate al senso pratico, vi assicuro che la ricetta è validata al mille per mille.

-Per completezza, aggiungo che originariamente questi tortini erano di accompagnamento ad un arrosto di agnello, la cui marinatura era fatta con filetti di acciughe all’aglio, perciò usare le olive ripiene di acciughe (in scatole) non è un sacrilegio e neppure mangiare questi tortini tal quali, senza arrosto, ve lo garantisco!

Come avrete capito la ricetta è:

PROMOSSA

 

 

a2bredone


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Iced nougat parfait per il Redone di Maggio

Un Maggio così piovoso non lo ricordo da tempo, ad ogni modo l’ho sempre associato al mese che precede il termine dell’anno scolastico, un mese in cui bisogna resistere e fare gli ultimi sforzi. E da mamma, e da studentessa. Tutto uguale, non è cambiato nulla, solo il punto di vista.

E’ un pensiero ricorrente questo del punto di vista, nel senso che, cambiato quello, cambia tutto. Cambia la luce sotto la quale vediamo le cose, non poco.

Ma per fortuna c’è il Redone!

Anche questa ricetta mi fa vedere le cose da un altro punto di vista, nella fattispecie il gelato visto da parfait.

Vi sembra poco? Provateci anche voi, ma vi metterò in guardia su qualcosina.

 E’ necessario accompagnare questo dolce con della frutta.

Scegliete voi. L’autore,S. Hill,suggerisce prugne, mango e rabarbaro.

Iced nougat parfai (da SALT Is Essential)

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Ingredienti

  • 100 g di mandorle in scaglie
  • 70 g di zucchero a velo
  • 300 ml di double cream
  • 50 ml di Cointreau
  • 100 g di miele
  • ½ limone succo
  • 1 arancia solo buccia grattugiata
  • 50 g di zucchero semolato
  • 5 albumi
  1. Ricoprite le mandorle con lo zucchero a velo e poi tostatele –o infornatele- fino a rosolatura. Otterrete risultati migliori usando una teglia da forno sotto al grill o sul piano più in altro del forno a 220°C Tenete d’occhio le mandorle, perché tendono a bruciare appena saranno pronte. Fatele raffreddare e poi sbriciolatele, ma non eccessivamente.
  2. Montate la panna, aggiungendo il liquore quando si sarà addensata. Allestite una terrina oppure uno stampo da loaf con della carta pellicola, che deve pendere oltre i bordi.
  3. Dentro una casseruola molto capiente, portate a bollore il miele, con il succo di limone. la buccia d’arancia e lo zucchero semolato.
  4. Montate a neve gli albumi, versateli sul mix di miele bollente e limone, lontano dal fornello. Mescolate fino a che il parfait non sia freddo.
  5. Aggiungeteci la panna montata, e poi con l’aiuto di un cucchiaio versate il parfait nello stampo precedentemente predisposto.
  6. Togliete dal freezer con 20 minuti di anticipo rispetto a quando lo dovrete servire. Per rimuoverlo, aiutatevi con la carta pellicola sporgente e affettatelo.

    Ricetta RIMANDATA A SETTEMBRE

  • L’autore, che stimo davvero tanto, ad un certo punto, scorda le mandorle tostate. Quando si mettono? Già che ci sono, ve lo confesso. Ho incendiato il forno per abbrustolirle, perciò questa ricetta va presa con le pinze… Ho dovuto fare tutto due volte, insomma. E per di più ritrovarmi al punto di non avere le giuste indicazioni. Le ho aggiunte alla fine, un istante prima di versarle nello stampo.
  • Suggerisco le monoporzioni, direttamente con gli stampini da pudding, quelli da freezer.
  • Come frutta ho usato le nespole, che adoro. Secondo me ci sta bene anche l’ananas.
  • Non è particolarmente difficile, ma risulta una preparazione insolita. In pratica è come fare il gelato senza gelatiera, usando gli albumi al posto dei tuorli.
  • Realizzare il torrone invece mi ha ricordato il profumo delle feste patronali di paese, dove, immancabilmente, c’è il signore dei torroni e lo zucchero filato.
  • Se preferite, servitelo con il dosatore del gelato, formando delle sfere, come in foto.

 

a2bredone

 


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Baked Saffron Rice per lo Starbooks Redone di Aprile

Aprile…dolce dormire!

Ma cucinare??

Scarseggia anche la voglia di cucinare, ok.

Sarà questo il motivo per il quale, questo mese, scelgo per il Redone di Aprile una ricettina “Quick&Easy” come il titolo del libro da cui è tratta 5 Ingredients, Quick&Easy Food di J.Oliver. La verità però è che al semplice e veloce in cucina non ci ho mai creduto, ad ogni modo questo riso al forno lo è.

Badate bene,però: saranno anche 5 ingredienti, ma tutti di ottima qualità e home-made! Pure lo zafferano è di famiglia, perciò!

Per 4 persone T 26 minuti

2 cipolle rosse
2 piccoli pizzichi di zafferano
4 cucchiai generosi di yogurt naturale
4 cucchiai pasta di pomodorini secchi
300 g di riso basmati bianco

Preriscaldate il forno a 200°. Pelate e tritate finemente le cipolle. Mettete una pirofila sulla fiamma vivace, fate scaldare un cucchiaio di olio e soffriggete le cipolle per 4 minuti o comunque fino a che non saranno morbide e dolci, mescolando regolarmente. Contemporaneamente fate bollire 600 ml di acqua con il bollitore ed aggiungi metà dello zafferano. Il resto dello zafferano mettetelo in una ciotolina con un cucchiaio di acqua bollente e copritelo per 10 secondi. Quindi mescolate con lo yogurt e tenete da parte.

Mescolate la pasta di pomodorini secchi, il riso, un pizzico di sale e pepe nella pirofila con le cipolle, quindi versa l’acqua allo zafferano, un ulteriore goccio d’olio e rimettete sulla fiamma fino a riportare a bollore l’acqua. Una volta che bolle, mettete la teglia in forno facendo attenzione, e fate cuocere per 15 minuti o fino a quando il riso non abbia assorbito tutto il liquido, si alzi morbidamente e sia dorato e croccante sulla superficie.

Versate delle cucchiaiate di yogurt allo zafferano sul riso, condite con altro olio extravergine, miscelate con una forchetta e servite immediatamente.

Osservazioni

  • La pasta di pomodori secchi non la compro mai,perché ho sempre dei pomodori secchi in dispensa in inverno,in attesa di preparare gli altri l’estate successiva.Con un filo d’olio si prepara velocemente,credetemi. (Come complicare una ricetta semplice).
  • Il riso basmati non riscuote mai successo a casa nostra e non so il perché,eppure di riso noi viviamo letteralmente, essendo gluten free.
  • Yogurt e zafferano insieme li avevo già provati, a dir la verità forse sarebbe stata più opportuna la curcuma, in questo caso,ma fate attenzione, il mio yogurt si è rivelato essere zuccherato,e cioè un attentato vero e proprio … sbadataggine+aprile dolce dormire (fare la spesa quando siete svegli)
  • Il tempo di cottura sicuramente è giusto,ho tirato fuori con due minuti di anticipo, ma ne ho pagato le conseguenze in minor croccantezza.
  • Questa volta sono da bocciare,però la ricetta è

Promossa (con riserva)

 


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Malfatti per il Redone di Marzo

ERANO CINQUE,

CINQUE COSI MALFATTI.

IL PRIMO …

…Esordisce così un libro per bambini, che si propone di”spiegare la diversità” tra gli esseri..ma più che ai bambini,oggi bisognerebbe spiegarlo agli adulti.

Però oggi, in realtà, vorrei presentarvi la ricetta per il REDONE di Marzo, scelta sempre da Salt is Essential, come la precedente che ha pure vinto (UAU)!

I Malfatti sono collocati dall’autore tra le prime pagine del libro, a sottolineare forse l’importanza della cucina italiana per questo chef…

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Ingredienti per 4 persone

4 cucchiai di trito di cipolla

10 g di burro

115 g di spinaci già puliti e senza gambi

340 g di ricotta fatta sgocciolare almeno due ore

55 g di Parmigiano grattugiato

1 uovo intero ed un tuorlo

1,5 g di noce moscata in polvere

1,5 g di buccia di limone grattugiata

4 cucchiai di farina 00 ed un po’ per spolverare l’impasto – per me gluten free

sale e pepe macinato al momento

Per la salsa

900 g di pomodori a pezzettoni

100 g di burro non salato

4 rametti di basilico

2 gocce di salsa al Tabasco

scaglie di Parmigiano per guarnire

olio d’oliva

Lasciate soffriggere la cipolla nel burro senza farla bruciare. Aggiungete gli spinaci e cuocete per pochi minuti fino a farli appassire. Regolate di sale e pepe, poi metteteli a scolare nello scolapasta per raffreddarli.

Tagliuzzate per bene il mix di spinaci e cipolla. In una ciotola capiente, unite la ricotta, il Parmigiano, l’uovo intero e il tuorlo, la noce moscata ed il limone. Per ultimi, aggiungete gli spinaci, poi mescolate delicatamente insieme alla farina fino ad ottenere un composto ben compattato.

Usate due cucchiai bagnati in acqua calda per arrotondare i malfatti. Adagiateli su un vassoio infarinato. Fate in modo che non si uniscano. Mette in congelatore per due ore.

Per preparare la salsa, scaldate i pomodori in una padella, aggiungete il burro 5 g alla volta. Pulite il basilico e metteteci le foglioline. Regolate di sale, pepe e Tabasco, poi fate andare per il tempo necessario.

Portate a bollore 4 litri d’acqua. Versateci dentro i malfatti. Quando risaliranno in superficie, dovranno cuocere altri 7 minuti. Tirateli fuori con un mestolo forato. Scaldate la salsa e metteteci sopra i malfatti. Guarnite con le scaglie di Parmigiano e spruzzate con dell’olio d’oliva.

la ricetta è

PROMOSSA

a2bredone

NOTE MIE:

  • Permettetemi di iniziare con un mea culpa! Questa ricetta appartiene alla tradizione italiana, ma per la sottoscritta è la prima volta sia realizzarla, sia mangiarla! Shaun Hill dimostra ancora una volta di essere superlativo nel riconoscere il valore della tradizione italiana, pur occupandosi prevalentemente di cucina nell’area mitteleuropea…e per fortuna, direi!
  • Nel testo della preparazione di questa ricetta non c’è una parola fuori posto, non c’è un orpello, è tutto perfettamente spiegato, con maestria, tanto da portare per mano anche il più impreparato dei cuochi.
  • Le quantità sono perfette. Ho realizzato i malfatti grossomodo grandi come una noce e, lavorando con metà dose, ne ho ottenuti una ventina. Perciò direi che la dose intera può sfamare anche 5 o sei persone.
  • Ogni volta in queste ricette noto il meraviglioso equilibrio delle spezie, che, usate con queste misure,aggiungono il “quanto basta”, non coprono mai gli ingredienti principali, né eccedono, in qualche modo nel dare sapore. Insomma, ancora una volta, sembrerebbe una magia!

 


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Celeriac Puddings per il REDONE di Febbraio.

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Se il sale perde il suo sapore, con cosa lo si salerà? Mt 5,13-16

E, ancora, un uomo ha tre figlie. Interrogatele su quanto lo amassero, solo due superarono l’esame. La terza, ahimè, rispose di amarlo come il sale. Diseredata e allontanata dalla casa paterna, visse di affanni presso una famiglia di locandieri. Quando un giorno un principe bussò alla locanda per chiederla in sposa, fu festa grande. Il racconto Yiddish narra poi le nozze, cui prese parte quel padre, ignaro di essere al matrimonio della figlia. Dopo un intero banchetto fattogli gustare senza sale, la figlia ottenne  non solo il suo personale riscatto, ma anche il giusto riconoscimento del suo forte amore verso chi l’aveva disprezzata.

Due religioni a confronto? NO.

Solo un’introduzione alla ricetta di oggi, tratta da SALT is essential di Shaun Hill, chef dall’esperienza pluriennale. Ho acquistato recentemente questo libro, dopo averlo scelto da qui e oggi partecipo al REDONE di Febbraio con una ricetta che mi ha dato molta soddisfazione.

Celeriac puddings with wild mushrooms – Puddings di sedano rapa con funghi selvatici

1 sedanorapa medio pulito (circa 550 g)

150 ml double cream

2 uova

1 cucchiaino di crema al rafano

350 g di funghi selvatici

50 ml di olio d’oliva e un po’ per ungere

100 ml di  vino bianco

Sale e pepe nero macinato al momento

 

Preriscaldate il forno a 160 °C.

Affettate e lessate il sedano rapa fino ad intenerirlo. Non preoccupatevi se perderà colore. Sgocciolatelo, e lasciatelo raffreddare. Frullatelo  insieme alla crema, le uova, il rafano e regolate di sale.

Disponete i ramekin e rivesti teli con della carta da forno e dell’olio. Versate il composto ottenuto colmando tutto lo stampo, dal fondo fino alla superficie.  Posizionate i ramekin dentro una teglia per metà riempita d’acqua bollente per almeno 20 minuti, poi infornate per il tempo necessario. Provate la cottura con una leggera pressione dei polpastrelli su uno dei puddings.

Per preparare la salsa, friggete delicatamente i funghi nell’olio. Trasferiteli su della carta assorbente, poi aggiungete nel padellino dove li avete cotti, il vino. Regolate di sale e, prima di frullare, aggiungete l’olio che vi sarà avanzato. Frullate. Capovolgete i puddings su dei piattini caldi.

Tamponate eventuale liquido in eccesso, poi guarnite con i funghi e condite con la salsa calda.

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NOTE

  • Questa ricetta viene introdotte dall’autore con un appello al nostro “senso pratico” a cominciare dalle quantità. Infatti il sedano rapa va acquistato intero e nel mio caso pesava 550 g, pulito. Ho pensato di ridurre leggermente solo di 25 g la quantità di crema (double cream), che restando un ingrediente sempre difficile da reperire, ho sostituito con della panna piuttosto grassa.
  • I ramekin che ho utilizzato io sono 4 stampini originale per puddings, che, onestamente, non ho rivestito conla carta da forno, ma semplicemtente unto con un po’ d’olio, certa del fatto che sarei riuscita a sformare, senza deformare troppo i puddings. Confermo la porzione per 4, indicata nel testo.
  • Questa ricetta è una magia, tutto si incastra perfettamente, se ci si affida al senso pratico!
  • I funghi impiegati dall’autore sembrano essere dei cardoncelli, ma io ho ripiegato sui dei porcini secchi. Dopo l’ammollo,li ho asciugati e passati nella farina di riso, prima di friggerli. Non era  specificato, ma in virtù di quel senso pratico….

la ricetta è PROMOSSA

ma non bisogna mai sottovalutare le semplicità apparenti (e non solo in cucina).


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Saffron layer cake. La mia versione gluten free per il Redone di Gennaio.

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da SCANDIKITCHEN CHRISTMAS di Bronte Aurell

Qui trovate la versione glutinosa originale, che oggi io ho rifatto senza glutine per inaugurare la serie compleannosa della nostra famiglia e partecipare con un bis al Redone di Gennaio 2019.

Nati in inverno, festeggiamo senza il sole…ma grazie allo zafferano, un po’ di colore lo recuperiamo ugualmente. Questa torta, poi, si presta un po’ a tutto, anche all’inzuppo nella tazzina di caffè del giorno dopo. Anzi, ve lo consiglio!!

Se volete realizzarla con rigore geometrico, procuratevi da subito gli stampi giusti:ve ne occorrono 3. Io ho usato quelli usa e getta in carta da forno, ma poi per impilarli uno sull’altro, la geometria va a farsi friggere. Il diametro è da 18 cm.

per la torta
50 g di burro
100 ml di latte
1 pizzico di zafferano pestato al mortaio, per me lasciato in infusione.
4 uova
325 g di zucchero semolato, fine**
300 g di farina 00*
2 tsp di lievito per dolci
1/2 tsp sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
50 g di yogurt bianco, greco o simile
frutti rossi brinati per decorare, per me ribes
per il frosting
75 g di marzapane
300 g di zucchero a velo
150 g di burro morbido
latte
limone, a piacere
Accendete il forno a 180 gradi. Fate sciogliere il burro in un pentolino, poi unitevi il latte e lo zafferano, a fuoco spento. mescolate e lasciate in infusione, mentre vi dedicate alla preparazione della torta. Montate le uova con lo zucchero, con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Mescolate da parte la farina con il lievito e il sale e setacciateli. Uniteli poi al composto di uova, incorporandoli dal basso verso l’alto perché non smonti. Profumate con la vaniglia. Aggiungete lo yogurt e il latte allo zafferano, incorporandolo con una spatola, sempre con movimenti dall’alto verso il basso, fino ad avere un composto liscio e semi fluido. Dividetelo in tre parti uguali nei tre stampi precedentemente preparati e infornateli a forno caldo per 12-14 minuti (nel mio forno 15, in modalità ventilata).
Sfornate, lasciate intiepidire 5 minuti negli stampi, poi sformate
e fate raffreddare sulla gratella.
Nel frattempo, preparate la crema
Stemperate il marzapane in una ciotola, con 2 cucchiai di acqua calda: servirà ad evitare i grumi. Setacciate lo zucchero a velo in un’ampia ciotola, unite il burro e montate con le fruste, fino alla massima velocità. Unite il marzapane e montate ancora, fino a quando avrete una crema liscia e spumosa. Se dovesse essere troppo densa, allungatela con un cucchiaio di latte. Se per i vostri gusti fosse troppo dolce, bilanciatela con l’aggiunta di qualche goccia di  succo di limone.
Montate la torta: mettete il primo strato sul piatto da portata e spalmatevi sopra uno strato di crema. Sovrapponete il secondo strato, spalmatelo con la crema e fate lo stesso con il terzo. Se volete, potete anche spatolare la crema tutto intorno, come nella foto, per dare un effetto “frozen” 😉
Note:
-E’ sempre azzardato reinterpretare senza glutine una qualsiasi ricetta nata col glutine, però io faccio di necessità virtù…ho sostituito la farina 00 con l’amido di mais, ma ho sacrificato un uovo. Questo “bilanciamento” mi consente di valutare altri aspetti, come tempi di cottura, ecc.
-Ho utilizzato zucchero di canna per la torta. Inizialmente avevo pensato alla stevia, ma con i volumi non avrei ottenuto un risultato decente. Mi è sembrato un buon compromesso tra salvezza del girovita e salvezza del palato 😉
-Ho fatto il marzapane partendo da mandorle intere già pelate e tenute in ammollo, frullando insieme allo zucchero semolato, in parti uguali. Ne ho preparato un po’ di più per tenerlo disponibile. Prima di utilizzarlo per il frosting, l’ho tenuto in frigo a riposare.
-Ho usato anche il limone, per paura che la torta risultasse troppo dolce e ho lasciato il ribes al naturale sempre per lo stesso motivo.
-Ovviamente non ha la sofficità di una torta con la maglia glutinica, ma ci ha davvero soddisfatto con questo aroma così gustoso e diverso dal solito
-La sua bontà è mantenuta anche inzuppata nel caffè, un sacrilegio possibile. Fidatevi.
-Le foto sono pessime, fuori pioveva ed era in corso la festa di compleanno,però vi lascio anche quella dell’interno per farvi vedere gli strati.
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Marmelade meatballs with cider vinegar glaze per il Redone di Gennaio

da Dinner – Changing the game

di Melissa Clark

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Il primo post del Nuovo Anno è per il Redone!!!

La ricetta che ho scelto è un’esplosione di gusto e di insospettabili ingredienti.

Guardatevi bene dal rivelarli prima dell’assaggio, ai vostri ospiti: il pregiudizio, si sa, è duro da sconfiggere…lasciate che sia l’esperienza a dare prova della bontà di questo piatto.

a2bredone

per 3/4 porzioni

(trad Stefania Orlando)
  • circa mezzo kg di manzo macinato, non troppo magro
  • 25 g di panko (*)
  • 4 filetti di acciuga sott’olio, tritati
  • 2 cipollotti, sia la parte verde che la bianca, tritati
  • un uovo, leggermente battuto
  • un cucchiaino di sale
  • uno spicchio d’aglio, grattugiato su una grattugia Microplane o tritato
  • un cucchiaino di zenzero fresco tritato
  • la punta di un cucchiaino di pepe nero macinato al momento
  • un pizzico di all spice (pimento, pepe garofanato)
  • 110 g di marmellata d’arancia (se ha pezzi molto grossi meglio tritarli),
  • un cucchiaio di aceto di mele
  • un cucchiaio di salsa di soia
  • 1/4 di cucchiaino di peperoncino secco
  • erba cipollina, per guarnire (facoltativa)

-Sistemare una delle grate del forno almeno almeno dieci centimetri dalla fonte di calore ed accendere il grill.

– In una ciotola capiente mescolare la carne, il panko *(la mia versione gluten free prevede un mix per panatura specifico per sostituire il panko), le acciughe, i cipollotti, l’uovo, il sale, l’aglio, lo zenzero, il pepe e l’all spice amalgamando bene.

– Formare con il composto delle polpette da circa tre centimetri l’una. A questo punto possono essere messe in frigo, coperte, anche per una notte, invece che essere subito cotte.

– Sistemare le polpette su una teglia a circa almeno due centimetri l’una dall’altra e cuocere sotto il grill finchè saranno dorate e cotte anche all’interno, 5 o 7 minuti.

– Nel frattempo mettere in un pentolino la marmellata, la salsa di soia, l’aceto, il peperoncino e portare il tutto a leggera ebollizione.

– Appena le polpette saranno cotte spennellarle con la glassa preparate e rimetterle sotto il grill finchè la glassa farà le bolle sembrando quasi caramellata, ci vorranno due minuti al massimo.
Servire subito, volendo spolverizzandole con erba cipollina.

NOTE MIE

  1. Non va da sè che il grill si accenda senza impostargli una temperatura. Il mio forno è meno evoluto di quello di Melissa e Stefania e ci ho messo mezz’ora ad accorgermene. Ad ogni modo, alla fine ho impostato a 180°C, ma ho dovuto allungare i tempi di cottura indicati.
  2. La mia versione è gluten free, non c’è il panko, ma un mix ad hoc. Inoltre bisogna controllare l’etichetta di altri ingredienti a rischio, come la salsa di soia.
  3. La marmellata è home made prodotta con arance del posto.
  4. Ho provato anche una versione con salmone affumicato(a casa bruciata, mettici fuoco), ma non è al pari dell’acciuga e come gusto e come effetto sorpresa!
  5. Ho rispettato il tempo di riposo in frigo, ma non saprei dire se aggiunge un twist o se è solo pigrizia; in effetti, una volta che ti metti a far polpette, poi non vedi l’ora di mangiarle.
  6. La cottura al forno ci ha soddisfatti tanto quanto. Nel dopo feste è un ottimo metodo per alleggerire il fegato ed il pancreas.
  7. L’erba cipollina non l’avevo in casa, ma se la Clark dice che è facoltative, le credo sulla parola!

PROMOSSA