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Avventure di una mamma blogger


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EGYPTIAN RED LENTIL SOUP per il REDONE di Giugno

Questo piatto nasce da un viaggio dell’autrice lungo il Nilo.

Si tratta di una ricetta di famiglia, preparata e offerta in segno di ospitalità per far sentire a casa i forestieri di passaggio.

La lenticchia rossa decorticata è davvero gustosa, ho scelto di preparare questa zuppa, sebbene siamo alle porte dell’estate, perché volevo sperimentarne l’impatto se servita a freddo e proporla così a qualche amica di ritorno per la pausa estiva nelle cene in terrazza che già sto immaginando di organizzare.

Si tratta di un piatto molto speziato e colorato.

Il rosso di questo legume mi ha ricordato che noi donne castane siamo ossessionate dalla ricerca di un colore che resti marrone quanto più a lungo possibile, senza virare a questo rosso che sta bene solo a Rita Hayworth, mentre a noi castane fa paura.

Perciò, per allontanare questo pericolo, è meglio mangiarlo che ritrovarselo in testa come variante del castano.

E poi mi ha ricordato anche una frase letta tempo fa, scritta da un alunno di quarta elementare nel 1954 “ieri è venuta la signorina di supplenza che è molto buona, pasiente e ha i capelli lunghi e rossi che sembra Rita Eivort, però non è lei” (da Sposerò il primo banco a destra, TEA 1995)…

Insomma, trovate anche voi un motivo per provare questa zuppa, vi sorprenderà anche fredda e, in qualche modo, allontanerà qualsiasi paura! Io la propongo per il Redone di giugno e vi auguro buone vacanze.

EGYPTIAN RED LENTIL SOUP

Da: Claudia Roden – Med

(Trad. A cura di Maria Pia Bruscia)

Per 6-8 persone

1 grossa cipolla tritata

1 carota finemente tritata

4 o 5 spicchi d’aglio finemente tritati

3 cucchiai* di olio extravergine di oliva

300 g di lenticchie rosse decorticate

2 l di brodo di pollo o vegetale

1,5 – 2 cucchiaini* di cumino in polvere

1,5 cucchiaini* di coriandolo in polvere

1 bel pizzico di peperoncino di Aleppo (facoltativo)

Succo di 1 limone

Sale e pepe nero di mulinello

*misurini americani rasi. 1 cucchiaio = 15 ml, 1 cucchiaino = 5 ml, etc.

Ammorbidire la cipolla, la carota e l’aglio su fuoco dolce in una grossa pentola, per 10 minuti circa. Unire le lenticchie e il brodo, portare a bollore e schiumare. Far sobbollire per 30-40 minuti, finché le lenticchie si siano spappolate.

Inserire il cumino, il coriandolo, il peperoncino di Aleppo se lo si usa e il succo di limone, e insaporire con sale e pepe. Far sobbollire per altri 5 minuti. La zuppa non deve essere troppo densa; se ce ne fosse bisogno, aggiungere un po’ d’acqua e riportare a bollore. 

Servire calda.

OSSERVAZIONI

-Questa ricetta è di facile preparazione e le spezie proposte sono ormai facilmente reperibili, ma se non le amate vi sconsiglio di usarle in abbinamento. Cumino e coriandolo insieme non piacciono a tutti, però se ben equilibrate, come tutte le spezie, lavorano benissimo in tandem.

– Il limone è insostituibile secondo me, dona molta freschezza, soprattutto nel caso, come me, deciderete di servirla fredda o, comunque a temperatura ambiente.

-Una nota penso che meriti il brodo. Intanto, inizio col dire che molto spesso questi autori, da Nigella in poi, compresa la Roden, non danno particolare importanza a come questo brodo debba essere preparato, o non sempre, suggerendo spesso l’utilizzo del brodo di dado. Inizialmente ero scandalizzata da questo tipo di scelta, poi col tempo ho capito che è una scelta trasversale, forse figlia dei tempi. Non la sposo, ma neppure la condanno. Nella fattispecie, secondo me in questo caso meglio optare per un brodo vegetale e qui può andar bene anche il dado. (E’ un consiglio che non do a cuor leggero).

Nel caso preferiate quello di pollo, però, preparatelo a regola d’arte. Al di là di tutto, questa zuppa è talmente buona che dimenticherò di aver usato il dado vegetale anch’io e ve la consiglio senza rimorsi.

La domanda cui non so rispondere è: a Rita Hayworth sarebbe piaciuta?

RICETTA PROMOSSA


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Mascarpone Sorbet from The River Café per il Club del 27

Con gli amici del Club del 27 abbiamo realizzato alcune ricette di Sorbetti dalla raccolta Genius del blog/rivista Food52 e questa è stata la mia scelta, un originale sorbetto al mascarpone. Per essere esatti, i sorbetti non contengono derivati del latte, ma in questo caso si ottiene una preparazione del tutto simile alla texture del classico sorbetto, che si è voluto mantenere il nome, a buon diritto, direi! Vi piacerà. Io ne sono stata conquistata, e poi è semplicissimo da preparare. E’ contenuto nel libro River Cafè Cook Book Easy e vi consiglio di prepararlo oggi stesso.

Ingredienti

200g di zucchero

350 ml di acqua

3 cucchiai di succo di limone

250 g di Mascarpone

Mescolate acqua e zucchero fino a completo discioglimento. Aggiungete il succo di limone. A parte, lavorate un po’ il Mascarpone. Aggiungete lo sciroppo di zucchero. Congelate all’interno di un contenitore basso (importante), mescolando ogni mezz’ora se non avete la gelatiera (come me). Servite al momento oppure dopo un paio di giorni, lasciandolo ammorbidire per dieci minuti o fin quando non sarà possibile prelevarlo con facilità.


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Muffin alle mele speziati (e gluten free) per il Redone di Maggio

MUFFIN SPEZIATI ALLE MELE – SPICED APPLE MUFFINS

Da: Delia Smith – Delia’s Cakes – Hodder & Stoughton

Per 6 grossi muffin 

150 g di farina (per me di Avena)

1 cucchiaino da dolci di lievito per dolci (¶)

1/4 di cucchiaino di sale
1 cucchiaino da té raso di cannella in polvere (¶)
1 cucchiaino da té raso di chiodi di garofano in polvere (¶)
1 uovo grosso
40 g di brown sugar
120 g di latte
50 g di burro, fuso e lasciato raffreddare
3 mele di media dimensione, a cui va tolto il torsolo: 2 vanno sbucciate e grattate e l’altrava lasciata con la buccia e tagliata a cubetti di 1,5 cm di lato

Per la finitura

1 cucchiaio di zucchero di canna Demerara1/2 cucchiaino di cannella in polvere (¶)
zucchero semolato q.b.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell’Associazione Italiana Celiachia, o nell’elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.


Imburrare e infarinare (noi celiaci con farina di riso) generosamente degli stampini da muffin. Io ho messo negli stampini dei pirottini di carta quindi non ho avuto bisogno di imburrare e infarinare.
Preriscaldare il forno a 200° C.

Setacciare le farine, il lievito e le spezie in una ciotola, tenendo alto il setaccio in modo da far prendere abbondantemente aria alle farine. Aggiungere il sale.

In un’altra ciotola sbattere leggermente l’uovo, aggiungere il latte, il burro fuso, il brown sugar. Mescolare.

Setacciare nuovamente il miscuglio di farine direttamente sopra la ciotola contenente gli ingredienti liquidi (questa doppia setacciatura è essenziale visto che il composto finale viene mescolato il minimo indispensabile).

Con un grosso cucchiaio metallico, facendo dei movimenti dal basso in alto, incorporare gli ingredienti solidi in quelli liquidi molto velocemente (non più di 15 secondi). Non si deve mescolare o battere, solo incorporare e se la consistenza del composto non risulta uniforme non importa, anzi, è proprio questa consistenza granulosa a determinare la leggerezza del risultato finale. 

Altrettanto velocemente incorporare le mele grattugiate, sempre senza mescolare.
Dividere il composto negli stampi, e mettere sopra ogni muffin qualche cubetto di mela, premendo leggermente. 
Mescolare la cannella avanzata e lo zucchero Demerara, e spargerli sopra i muffin.

Cuocere nel centro del forno per 25-30 minuti (io 35 ma il mio forno tende a mantenere molto l’umidità). Devono risultare ben dorati, sullo scuretto. Io ho fatto la prova dello stecchino, ed è per questo che li ho tenuti in forno 5 minuti in più. 

Quando sono pronti toglierli subito dal forno e trasferirli a raffreddare su una gratella per dolci.

Ricetta PROMOSSA

Se la versione gluten free è così buona…non posso che consigliarvi di ripeterla in tutti i modi. Inoltre, ho avuto l’occasione di utilizzare la farina di avena per la prima volta e sono davvero contenta!!!

  • Con questa ricetta partecipo -dopo una pausa di qualche mese- al Redone di Maggio 2022


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Hummus all’aglio “caramellizzato” per il Redone di Gennaio ’22

Fermi tutti! Se ho scritto “caramellizzato” c’è un motivo, anche se il sinonimo giusto sarebbe “maillardizzato”, ma avrebbero capito solo i bravi in chimica, anche se la rezione di Maillard è piuttosto sdoganata ormai. Ad ogni modo, se c’è zucchero, caramella, se non c’è zucchero carammelizza! Anche l’aglio!!! Non solo bistecche 🙂

E qui nella foto vi metto le prove. Ora vi lascio la ricetta con cui ho scelto di partecipare al primo Redone del 2022, un hummus da provare (!), firmato Nigella e tratto da Simply Nigella, Nigella Lawson proposto dalla nostra Alessandra proprio per lo Starbooks di qualche annetto fa.

Hummus caramellizzato (trad. a cura di Alessandra Gennaro)

Per 8 persone
– 1 grande testa d’aglio, intera e con la buccia -500 g di ceci cotti (scolati) o 1 barattolo di vetro da 660 g di ceci conservati o 2 lattine da 400 g ciascuna di ceci in scatola, ben scolati dal loro liquido – la scorza e il succo di un limone non trattato – 4 cucchiai di tahini (60 g circa) – 4 cucchiai di olio extravergine di oliva (60 ml) – più un filo per condirlo, alla fine – 4 cucchiai di acqua fredda (60 ml) – 1 cucchiaino di sale – o a gusto una bella macinata di pepe bianco.

Preriscaldate il forno a 220°C. Tagliare la sommità della testa d’aglio, in modo che si vedano le cime degli spicchi e sistematela su un foglio di alluminio. Sigillate bene i bordi, lasciando il cartoccio un po’ largo. Mettetelo in una teglia di alluminio (di quelle usa e getta o simili) e cuocete il forno per 45 minuti. Lasciate raffreddare nel cartoccioScolate bene i ceci poi metteteli in un frullatore o in un mixer. Aggiungete la scorza e il succo del limone e spremeteci dentro la polpa morbidissima dell’aglio. Aggiungete la tahini e l’olio d’oliva e frullate fino ad ottenere una purea cremosa. Aggiungete poco alla volta l’acqua fredda, in modo da ottenere la giusta consistenza, frullando ad ogni aggiunta. Aggiungete poi il sale e pepe e assaggiate per regolarvi. Travasate in una ciotola e spruzzate con altro olio, a piacere.

NOTE MIE                                                 

Per me l’hummus è quello che prepara il mio amico Palestinese, ma devo anche ammettere che questa versione è da provare. L’esecuzione è semplice, anche per quanto riguarda la caramellizzazione dell’aglio. Perfetti tempi e temperature. Assolutamente da non omettere: l’aqcua fredda! Inoltre, una volta preparato, lo conservate in frigo per qualche giorno, se riuscite a resistergli.

RICETTA PROMOSSA


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Saffron breakfast kheer per il Redone di Settembre

L’estate appena trascorsa già mi manca, saudade… ma riprendere la routine settembrina non mi spiace poi tanto, e forse è la prima volta che non sono particolarmente atterrita. Eppure non posso dire di aver staccato completamente la spina; gli impegni professionali non sono mancati, magari ve ne parlerò nei prossimi post. Oggi non voglio appesantire questo ritorno sul blog, anche perché c’è un motivo ben preciso se sono qui ed è la ripresa del Redone. Torno con la ricetta di un risolatte indiano molto speziato, pensato per la colazione, se non fosse che l’ho servito come dessert dopo cena (ad una nuova cavia) e poi l’ho gustato scaldato il giorno successivo come spuntino pomeridiano (consigliatissimo). A colazione preferisco ancora il mio caffè nero e fumante, ma questo risolatte non sottovalutatelo!

Saffron breakfast kheer da Anna Jones, The Modern cook’s year

traduzione di Biagio D’Angelo.

Ingredienti
-150 g di riso integrale, a chicchi lunghi –

-100 g di anacardi

-50 g di mandorle spellate

-1 litro di latte di mandorla (senza zucchero)

-6 bacche di cardamomo

-100 g di uva passa chiara

-1/4 di cucchiaino di zenzero in polvere

-un pizzico di pistilli di zafferano, immerso in 50 ml di acqua bollente (ho usato 1 cucchiaino di zafferano in polvere)

-1 bastoncino di cannella

-2 cucchiai di miele 

PER SERVIRE
la scorza di 1 lime non trattato

una piccola manciata di chips di cocco tostate

Metodo

  • Immergere il riso in una ciotola, e le mandorle e gli anacardi in un’altra, in acqua fredda per almeno 30 minuti, meglio se una notte intera.
  • Il giorno dopo, scolare il riso e metterlo in una pentola con il latte di mandorla e 500 ml di acqua e portare a ebollizione.
  • Cuocere per 20 minuti, finché il riso non si sia gonfiato e il liquido non si sia ispessito un po’.
    Nel frattempo, scolare le noci e tritarle finemente. Pestare le bacche di cardamomo in un mortaio e con un pestello separare  i semi profumati, dai  baccelli e macinare i semi fino a quando non si ottenga una polvere.
  • Dopo 20 minuti aggiungere al riso gli anacardi, l’uvetta, le spezie e il miele, e cuocere per altri 15 minuti fino a che non si abbia un riso denso e cremoso, a metà tra il budino di riso e il porridge. Il kheer deve essere morbido, cremoso e non troppo spesso. Se sembra che si stia ispessendo troppo in fretta, abbassare il fuoco e versare un po’ d’acqua bollente da un bollitore.
  • Servire in ciotoline con del lime grattugiato e delle scaglie di cocco tostato. 
  • Se amate le cose dolci, aggiungete del miele in più o dello sciroppo d’acero. 

NOTE MIE

Questo risolatte probabilmente diventerà il mio comfort food autunnale, soprattutto dopo aver scoperto che nella tradizione ayurvedica è considerato un acceleratore del metabolismo, a cui va aggiunto il fatto che lo zafferano è apportatore di buon umore, ma questo ve l’ho raccontato un sacco di volte.

Sul metodo di preparazione nulla da eccepire, giusti i tempi e le quantità. Oltretutto, questo l’ho preparato con un ammollo di appena un’ora, perché volevo servirlo dopo cena come dessert, ed è andata benissimo. In effetti, l’unica riserva che ho è quella di proporlo a colazione, ma temo sia una questione di gusti ed abitudini.

Il consiglio è quello di prepararlo e gustarlo in compagnia. Evviva il Redone.

La ricetta è PROMOSSA


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Zaalouk ovvero melanzane in vacanza

Ho rinnovato la mia adesione nell’Associazione Italiana Food Blogger! E per festeggiare, partecipo al #viaggiodeisapori con un’insalata che avete sottovalutato, e invece ora è il momento di un bel ripasso: melanzane e cumino, e poco altro, per scoprire Marrakech e i suoi profumi, racchiusi in questa zaalouk.

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In principio non serviva a molto

La melanzana non godeva di una buona reputazione, lo dice la parola stessa. Ma anche per questo ortaggio può valere la teoria dell’anguria, teoria che, peraltro andrebbe applicata in molti campi, non solo quelli verdi.

Superato il test, la melanzana è entrata a buon diritto nelle cucine europee, anche nella mia, più locale. Oggi l’ho usata per questa “insalata”, lo Zaalouk di spezie, quasi una crema di melanzane insaporita da erbette e polveri che regalano un tocco orientale, che sembra di stare a Marrakech. Per caso ho detto vacanza? Non mi pare, ho scritto Marrakech, però, ora che ci penso, per una vacanza sempre a portata di mano si potrebbe applicare tutto l’anno la “Pomodoro Technique“, no tranquilli, non c’entra l’ortaggio, c’entra il genio italico con cui la tecnica è stata messa a punto ed il pomodoro è solo la forma del timer

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Grissini senza glutine ai semi di sesamo e tahini per un’estate stuzzicante.

GiocaSorridiMangia

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La tahini è magica.

O comunque ha a che fare con i legami, nel bene e nel male.

Tempo fa, cioè lo scorso inverno, ne ho preparata un po’ in casa con dei buoni semi di sesamo. Oggi torna di nuovo sulla mia tavola estiva, per festeggiare i legami di famiglia, quelli che le distanze non separeranno mai. Non solo. Evidentemente la tahini è anche contagiosa, perché mentre realizzavo questi grissini senza glutine, ieri sera in terrazzo, avevo un pezzo della famiglia con gli occhi puntati addosso, incuriositi e piacevolmente coinvolti, tanto che hanno avuto la pazienza di aspettare le due infornate, non solo per poterli gustare, ma anche gioire con me del bel risultato e fotografarli in maniera eccellente!

Ringrazio Giusy – la mia cugina “sorella”- per l’entusiasmo come sempre coinvolgente e per la sua presenza immancabile ogni estate in mezzo a noi.

Grissini senza glutine home made

INGREDIENTI

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La mia Pear and Sweet Cheese Phyllo Pye per il Club del 27

Siamo al 27 del mese e dopo aver saltato lo scorso aprile, ero in crisi di astinenza con le ricette del Club, così, alla fine, eccomi con una preparazione semplicissima ma di grande effetto! Anzi, ancor più facile se avessi trovato dei fogli di pasta phyllo senza glutine al supermercato, ma anche a farla in casa, come nel mio caso, questa pye si prepara davvero facilmente.

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Da questo libro, oggi troverete una selezione di pies americane cliccando qui.

Vi lascio la mia, la più semplice, forse, ma buonissima, senza uova e, soprattutto, non dovrete cuocere dopo la farcitura!

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Pear and Sweet Cheese Phyllo Pye

12 fogli di pasta fyllo (io ho realizzato quella senza glutine qui)

115 g di formaggio spalmabile

115 g di formaggio caprino ammorbidito

2 cucchiai di burro ammorbidito

60 g di zucchero a velo

40 g di zucchero di canna

2 cucchiaio di brandy

2 cucchiai di amido di mais

3 pere mature e affettate sottilmente

una manciata di frutta secca per decorare

1.Rivestite uno stampo da 20 cm con i fogli di pasta fyllo imburrati e spolverati con dello zucchero semolato, poi fate cuocere il guscio (vuoto!) per 15 minuti a 180°C.

2.Lavorate i formaggi ed il burro a media velocità con un frullino elettrico. Aggiungete lo zucchero a velo a poco a poco, riempite il guscio dopo averlo fatto raffreddare bene. Mettete in frigorifero per un’ora.

3.In una padella su fuoco basso unite lo zucchero di canna, il brandy e l’amido di mais; fate andare a fiamma medio alta, mescolando spesso, per un paio di minuti o fino a quando lo zucchero si sarà sciolto. Aggiungete le pere e fate cuocere altri tre minuti o fino a quando saranno intenerite. Trasferitele dentro una ciotola e lasciate raffreddare per mezz’ora.

4.Fate sgocciolare le pere e tenete da parte lo sciroppo. Disponete le fettine di pera sulla farcitura; decorate con della frutta secca (io non l’ho fatto). Servite insieme allo sciroppo di zucchero.

 

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Le mie madeleines per il primo Redone 2020!

La mia parola per il 2020 è PAUSA, ma niente paura, non è riferita ai fornelli, ma a tutto ciò che potrebbe distogliermi da Me Stessa. Seguitemi e ne vedrete delle belle!

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ORANGE, ALMOND AND CARDAMOM MADELEINES da Bazaar di S. Ghayour (trad. B. D’Angelo)
per 14-16 madeleines
2 uova
85 g di zucchero semolato
2 cucchiaini di mielechiaro
semi di 4 bacche di cardamomo, finemente pestati nel mortaio
buccia finemente grattugiata di 2 arance biologiche
90 g di burro non salato, fuso, più dell’altro per gli stampini
90 g di farina 00*, più dell’altra per gli stampini
100 g di farina di mandorle
un buon pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito
2 cucchiai di latte

zucchero a velo, per spolverare (facoltativo)

Montare le uova con lo zucchero in una planetaria finché non diventino spumose e morbide. Aggiungere il miele, il cardamomo, la buccia delle arance e mescolare bene. Incorporare il burro fuso, seguito dalla farina(*) senza glutine per noi, la farina di mandorle, il sale e il lievito. Mescolare bene il tutto e finalmente incorporare il latte. Coprire la ciotola con della pellicola e lasciare riposare in frigo per 1 ora (o tutta la notte, come si preferisce). Preriscaldare il forno a 200 gradi. Con un pennellino, ungere generosamente gli stampini delle madeleines con burro e poi spolverare con un po’ di farina, eliminando bene ogni eccesso. Porre un cucchiaio (non troppo colmo) della pastella in ogni stampino da madeleine e cuocere per 10-12 minuti, finché dorati. Lasciar raffreddare e poi rimuovere dagli stampini. Ripetere l’operazione se necessario. Spolverare le madeleines con dello zucchero a velo e servire immediatamente.
NOTE
-Vivo con due assaggiatori ufficiali di madeleines, ma è la prima volta che le preparo io e per di più, ovviamente, gluten free. Credo che questa sia il tipo di ricetta che più si presta ad essere deglutinata (parlando di madeleines) perché la farina di mandorle aiuta molto. E niente, son piaciute più di tutte!
-Ho fatto riposare sei ore circa in frigo e la gobbetta si è formata bene,purtroppo un po’ si è anche rotta, ma potrebbero esserci mille motivi, non attribuibili alla ricetta.
-Meglio usare la sac a poche al posto del cucchiaio, per il resto è davvero ok, perciò è del tutto
PROMOSSA
Con questa ricetta partecipo
al primo Redone del 2020
a2bredone

 


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La mia Torta bersaglio di Primavera per Il Club del 27. Una versione gluten free.

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Benarrivata primavera, ce ne hai messo di tempo, ti sei fatta attendere!!!

Oggi è venerdì, ma non è il 27. Anticipiamo di un giorno per darvi modo di organizzarvi e preparare delle torte salate d’autore! Notate un pizzico di campanilismo?

Ebbene si!

Il libro che ci ha ispirato questo mese di Aprile è Torte salate ed è targato MTC.

Tra le ricette selezionate dalla Redazione, ho scelto questa quiche di verdure che abbiamo letteralmente divorato e vi dirò che la fetta del giorno dopo (l’unica rimasta) era ancora più buona! Cosa aspettate? Vi lascio sotto la ricetta (tra le verdure, ho aggiunto anche le melanzane) e qui trovate invece il link per andare a vedere anche le altre.

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BERSAGLIO DI PRIMAVERA di Francesca Cordioli

375 g di pasta frolla salata o brisée italiana*

200 ml di panna fresca

2 uova

50 g di Parmigiano grattugiato

1 peperone

1 zucchina

1 carota

sale,pepe

*la mia versione è senza glutine e ho preparato la brisée come indicato a pag 15 del libro, lavorando gli ingredienti velocemente e mettendo l’impasto in freezer almeno mezzora prima della cottura, che va eseguita in bianco con dei legumi secchi prima di aggiungere l’appereil.

Ingredienti brisée senza glutine

75 g di farina di riso

60 g di fecola di patate

75 g di burro freddo a cubetti

1/2 cucchiaino di zucchero

1/4 di cucchiaino di sale

3-4 cucchiaini di acqua gelata

1 cucchiaino di aceto di mele o di vino bianco

Dopo la semicottura in bianco (per un quarto d’ora), svuotare del peso dei legumi e preparate il ripieno.

Mondate e lavate le verdure e asciugatele bene. Tagliatele a strisce sottili da essere arrotolate, riempite il guscio con l’appareil di uova e panna, Parmigiano, sale e pepe, e disponetevi le verdure in cerchi concentrici (siate più bravi di me)

Infornate a 180 °C per 20 minuti (io ho lasciato cuocere il doppio del tempo). Fate intiepidire e servite.

 

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#quelgrangeniodellaMai

 

 

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