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Avventure di una mamma blogger


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Cocco e banane for ever

Adesso mi bacchetterete.

Sembrerà che io stia tradendo le mie convinzioni ecologiste ultimamente con tutti questi frutti esotici che sarebbe meglio restassero dove sono nati. Oggi cocco (sebbene sia uno yogurt) e banane (sebbene sulla via della decomposizione).

Forse ho solo incontrato il mio lato tollerante, e non è niente male.

E per nulla al mondo terrei la scoperta solo per me, perciò vado subito al dunque e vi lascio questa ricettina semplice e gustosa, ispirata a Nigella col suo Caribbean Cream, ma meno sofisticata e più digeribile.

Banane con crema al cocco

Ingredienti per 2 ciotole

100 ml di yogurt al cocco

100 ml di panna vegetale da montare

1 banana matura

zucchero muscovado ql

Montate la panna con lo yogurt; affettate la banana a rotelle e disponetene alcune in un paio di ciotole. Versate sopra la vostra crema e terminate con qualche cucchiaino di zucchero muscovado. Lasciate in frigo per qualche ora prima di servire. Ottimo servito a fine pasto, saltando la frutta.


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Quasi un pudding fresco e piccante alle fragole sous vide

Chi ha inventato il “pudding“?

E chi ha inventato  MTChallenge?

E la cottura sottovuoto a bassa temperatura?

E perché?

E perché no, dico io!

E perché non le fragole! Ovviamente queste meravigliose fragole bio chilometro zero penso di averle solo io, con homedelivery, per giunta e finalmente, direi! Roba da salentini doc …

Cibo delle fate, frutto del Paradiso, and so on, le fragole sono davvero una materia prima da trattare con rispetto, dalla terra alla tavola. E volendole gustare cotte? Vi consiglio il sottovuoto a 65°C per 1/2 ora.

Ho approfittato della sfida Smart edition n.4 per provarle in questo quasi pudding un po’ orientaleggiante, ma non troppo e ringrazio Ale&Greta per questa ulteriore possibilità!

Se non avete l’equipaggiamento da manuale per la cottura sottovuoto, armatevi di sacchetti goffrati, dorsetti e mollette da bucato, un termometro da cucina che è lo strumento indispensabile, e poi un po’ di pazienza, quanto basta,per ottenere risultati sbalorditivi!

Vi lascio la mia ricettina, ispirata alla raccolta Black Sea:

Per 4 persone:

1 peperoncino essiccato

200 g di fragole biologiche a pezzi

50 g di zucchero semolato

succo di limone (facoltativo)

150 g di yogurt

150 g di formaggio spalmabile (anche il mascarpone)

mentuccia per decorare

 

Se il vostro peperoncino è intero, svuotatelo dei semini e tostatelo; poi pestatelo in un mortaio.

Allestite il vostro bagnetto termostatato casalingo con una pentola capiente e piena d’acqua, appoggiate sopra una griglia. Prendete un sacchetto da sottovuoto, inserite zucchero, fragole e peperoncino. Create ilvuoto con la macchinetta tipo wet oppure aiutandovi con ilbordo del vostro banco di lavoro,inserendo il dorsetto o chiudendo con la zip (dipenderà dal tipo di sacchetto utilizzato, li trovate al supermercato).

Verificate la temperatura dell’acqua, mantenete i 65°C (vi ricordo che può esservi utile tenere in frigo una caraffa con dell’acqua fredda per abbassare eventualmente la T in caso di aumento).

Il vostro sacchetto va adagiato nella pentola, del tutto immerso in acqua e con una molletta, potrete sostenerlo alla griglia.

Dopo mezz’ora,potete togliere dal fuoco e far raffreddare.

Nel frattempo, formate la vostra crema di yogurt e formaggio, tenendola in fresco fino al momento di servire.

Dividete la crema in quattro ciotoline e versate sopra le fragole e delle foglioline di menta.

Anche se non amo particolarmente il piccante, questo dessert è stata una bella esperienza sensoriale, e il sottovuoto è stata la scelta migliore per valorizzare queste fragole.

Una preparazione tradizionale può esser fatta con cottura direttamente in pentola per 15 minuti, ma rischierete di spappolare la frutta!

 

 

 


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Bianco Mangiare, il lato dolce del Medioevo sul Calendario del Cibo Italiano

Oggi vi parlo di un dolce attualissimo, viste le restrizioni alimentari sempre più frequenti rispetto al glutine, il lattosio e le uova. Il Bianco Mangiare è il dolce giusto per tutti, fatto solo di latte vegetale, amido e una piccola quantità di zucchero bianco, che le persone diabetiche potrebbero facilmente sostituire con la polvere di Stevia.

Ne parla anche Artusi, riportandolo nel suo libro più noto, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, dove propone l’utilizzo della colla di pesce. Io vi propongo una versione ispirata al Ricettario Salentino, Cucina Salentina di L. Congedo, dove ho anche trovato la ricetta del latte di mandorle fatto in casa; bisogna partire proprio da qui per realizzare questo dolce delizioso. Seguitemi e non dimenticate di visitare il sito del Calendario, dove troverete notizie e ricette a bizzeffe, in occasione della Giornata Nazionale dedicata a questo dessert.

Latte di mandorle

Ingredienti

100 g di mandorle già pelate

350 ml di acqua calda

un canovaccio di lino grezzo

Con un robot da cucina sminuzzare le mandorle il più possibile e raccoglierle dentro un canovaccio di lino grezzo, annodando con un po’ di spago. Lasciare in infusione in acqua per 4-6 ore e successivamente spremere un paio di volte per far fuoriuscire il latte del tutto.

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Bianco Mangiare

Ingredienti per 4 persone

300 ml di latte di mandorle

1 cucchiaio di amido di mais o tapioca

50 g di zucchero semolato

buccia di limone

polvere di cannella qb

Stemperare l’amido nel latte di mandorla su fuoco basso e aggiungere lo zucchero, mescolando di tanto in tanto per evitare che si attacchi al fondo della pentola. Quando si sarà addensato, si può servire in ciotola oppure lasciato raffreddare si può sformare. Il dolce si completa con della buccia di limone  e della polvere di cannella, ma può essere accompagnato anche da briciole di meringa alla liquirizia o altro abbinamento, insomma un po’ come vi piace. Io l’ho decorato con della granella di mandorle che avevo messo da parte. Vi garantisco che questo dolce sarà l’unico ricordo del menu che lo ha preceduto, ottimo come dopocena!

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