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Avventure di una mamma blogger


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Il riso “rosso” per Mtchallenge Taste the World

 

riso rosso

Come by Here, my Lord è quasi un salmo che oggi si colora con le tinte forti di un popolo venuto da lontano, nel tempo e nella geografia, riaffiorando sulle labbra con una lingua che ha il sapore di casa e diventa Kumbaya, la lingua dei Gullah- Gee chee.

Con la ripresa del MTChallenge, parte un nuovo progetto, che porterà la Community a riscoprire le #minoranze etniche, andando a trovarle nella loro cucina, nella convinzione che la cultura passa da lì.

I Gullah- Gee Chee sono i diretti discenti dei primi schiavi Africani deportati in America oltre quattro secoli fa. Liberati dai Nordisti durante la Guerra di secessione, in quanto abbandonati dai padroni.

Il destino che attende i Gullah-Geechee è un destino già scritto, nel DNA di questa comunità. E’ un destino fondato sulla consapevolezza che i due secoli di schiavitù non hanno intaccato il loro senso di appartenenza, rinforzando semmai la loro cultura. (Alessandra Gennaro)

Ne parliamo perché sono stati i primi a intravedere la possibilità di coltivare il riso in America, in quella zona dal clima subtropicale del South Carolina dove erano stati “ripiantati”. La loro sapienza, la loro pazienza, hanno permesso a questo cereale di vivere una seconda volta in una terra nuova.

Le risaie, prima di essere la culla dell’alimento principale di oltre la metà della popolazione mondiale, sono una delle dimostrazioni più eloquenti del rapporto tra coltura e cultura: fare spazio a un cereale proveniente dall’estremo oriente, modellare la pianura anno dopo anno, progettare una rete di canali e di fossi e ripartire il terreno in “camere”, come se i campi fossero il disegno a cielo aperto della pianta di una casa in costruzione, con le paratie e le chiuse al posto degli usci… Tutto questo richiede l’assunzione di un preciso modo di pensare e di porsi in rapporto alla terra, all’acqua e agli altri, non fosse che per coordinare il momento cruciale in cui il terreno seminato viene ricoperto da un velo e diviene terra d’acqua. (Enzo Bianchi, L’uomo che nasce da un chicco di riso)

 

Il pomodoro indica l’integrazione, la volontà di incontrare l’America, l’apertura all’uomo bianco, antico padrone, oggi fratello.

Personalmente di questa ricetta ho amato prima il profumo, dato da un inconfondibile match aromatico tra cipolla, aglio e alloro.

Si tratta della versione di Toni Tipton- Martin  in Jubilee e la Community ha avuto l’onore di reinterpretarla pedissequamente e riproporvela, ognuno dalla propria cucina. Gli ingredienti sono davvero a portata, li avrete certamente in dispensa anche voi.

Unico problema può esser il bacon, ma andate pure di pancetta, come hanno fatto molte di noi. Questa prova anticipa di qualche giorno la ricetta creativa, con la quale spero di incuriosirvi, perciò vi aspetto qui o sul sito, rinnovato dell’MTChalenge.

Stay tuned!

 

riso rosso 2

Red rice da Jubilee

Ingredienti

  • 3 fette di bacon a cubetti o 3 cucchiai di burro (per me pancetta ma anche burro)
  • mezza cipolla tritata
  • 1 spicchio d’aglio tritato
  • 1 tazza di riso Basmati (225 g)
  • 180 g di passata di pomodoro (per me quella fatta in casa)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • ½ cucchiaino di pepe nero
  • 1 foglia di alloro
  • 470 ml di brodo di pollo o acqua (io ho utilizzato solo acqua)

Preparazione

  1. Fate andare il burro e la pancetta (o il bacon) fino a fondere l’uno e render croccante l’altra.
  2. Aggiungete la cipolla e fatela cuocere nel grasso, fino a quando sarà traslucida (2-3 minuti).
  3. Aggiungete l’aglio e proseguite la cottura per un minuto circa. Unite poi il riso e cuocetelo, mescolando, fino a quando i chicchi perderanno la loro trasparenza. Unite quindi tutti gli altri ingredienti e portate a bollore, a fiamma alta.
  4. Abbassate la fiamma, mettete il coperchio e proseguite la cottura per 20-25 minuti, mescolando di tanto in tanto. Quando il riso è cotto, spegnete il fuoco e fate riposare per 5 minuti, sempre coperto. Dopodiché, eliminate la foglia di alloro e sgranate il riso con una forchetta, prima di rovesciarlo nel piatto da portata. (n.b. se usate un coperchio di vetro, potrete controllare la cottura senza scoperchiare, anche se questa cottura pilaf non è proprio quella originale e non succederebbe nulla, anzi date una bella mescolata!)
  5. Regolate di sale e pepe e , se avete usato il bacon, guarnitelo con i cubetti tenuti da parte.

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Un po’ di me…

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Il mio pezzo d’Africa ce l’ho vicino casa, presso la Comunità Comboniana di Cavallino.

Innanzitutto è uno spazio che accoglie chiunque voglia riconciliarsi con la natura, essendo una vera e propria nicchia ecologica dove crescono rigogliose varie specie botaniche, come alloro e timo, agrumeti, querce vallonee, eucalipti.

La costruzione che vedete alle mie spalle è ad uso didattico dei Padri Comboniani. Non si può accedere senza un permesso al loro interno. Ho voluto fare uno scatto per darvi l’idea.

Voi avete il vostro pezzo d’Africa?

 

 

 


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Spaghetti gluten free alla marinara

“Ieri è venuta la signorina di supplenza che è molto buona e pasiente e ha i capelli lunghi e rossi che sembra Rita Eivort, però non è lei”

(Franco P., classe quarta, Piacenza, 1954)

tratto da SPOSERÒ IL PRIMO BANCO A DESTRA

***

L’incipit di questo post è motivato dal fatto che vorrei tanto parlare di quello che sta accadendo nella Scuola italiana in questo momento storico, ma mi rendo conto che non basterebbe un mese solo per elencare tutti i punti da chiarire e poi la votazione ai piani alti della politica si è conclusa poche ore fa..perciò che ve ne parlo a fare?? Eppure mi sta a cuore, come mamma, e come precaria del settore…

Veniamo, piuttosto, al dunque della ricetta, che propongo al MTC di questo mese..ovvero spaghetti  gluten free (di riso e mais) al profumo di cozze conditi con pomodori ciliegino…e ringrazio Paola per questa occasione imperdibile!!

Tra parentesi vorrei sottolineare il fatto che, celiachia o no, lo spaghetto è rimasto il re indiscusso della nostra tavola, sebbene le differenze ci sono, ma basta aver un po’ di pazienza e raggiungerete gli stessi risultati dell pasta di grano duro!!

Ingredienti per due persone

Spaghetti di riso e mais 150 g

aglio 2 spicchi

olio evo qb

pomodori ciliegino freschi

cozze 400 g

origano o timo

Portare a bollore l’acqua per cuocere la pasta, salare aggiungere un goccio d’olio evo e gli spaghetti. Cuocere per il tempo riportato sulla confezione (nb la pasta senza glutine ha tempi di cottura più lunghi e bisogna rispettarli per nn avere brutte sorprese; in questo caso ho messo il timer a 10 minuti).

Nel frattempo, in una padella mettere  poche gocce d’acqua e olio e due spicchi d’aglio, poi aggiungere le cozze crude, dopo averle risciacquate in acqua, su fuoco medio. Aspettare che si aprano, lentamente. Se occorre, si può flambare con del vino bianco. Aromatizzare con del rosmarino oppure timo. Dopo questo passaggio, togliere le cozze dalla padella e tenerle da parte. Non gettare via l’acqua delle cozze, perché una piccola quantità può essere utilizzata, come ho fatto io, per far cuocere i pomodori ciliegino, lavati e tagliati a dadini. Basteranno pochi minuti per ottenere un buon condimento per la pasta, l’importante è non far seccare i pomodori sul fuoco.

Colare gli spaghetti e metterli nella padella insieme ai pomodori, spegnere il fornello, mescolare un po’, aggiungendo anche le cozze, anche senza sgusciarle, per fare prima (!), impiattare subito e servire.

Con questa ricetta partecipo

al MTC n 48

perché mi sta “a cuore”…come la Scuola!