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Avventure di una mamma blogger


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Uno shortbread è per sempre

Uno shortbread è un biscotto al burro diffuso nel Regno Unito. Per non sbagliare, ho seguito una ricetta di una delle autrici Inglesi più amata, la signora Henry. Dal suo libro cult How to eat a peach ho scelto di realizzare un Rose Shortbread con la variante sulla granella, optando per una più decisa nocciola. Ma, se volete esser più bravi di me, utilizzate il pistacchio, darete anche una nota verde al vostro piatto, verde pistacchio …
Le ricette riuscite sono come le famiglie felici, ognuna felice a modo suo. Ma non voglio parlare di felicità, annoiandovi, voglio solo rendervi felici con un biscotto.

Un’altra caratteristica di questo shortbread è la sua rotondità, un po’ oblunga ma funzionale, perché si può mangiucchiare un pezzetto alla volta, dipende dalla fame.
Sulle rose, la signora Henry non ha specificato granché. Addirittura, sarebbero opzionali. A me sembra che invece sia quel particolare che fa la differenza, ma non diciamolo a nessuno, gli attaccabrighe potrebbero essere in ascolto.

Potrei concludere citando qualche poeta inglese della prima generazione, ma siccome parlavo anche di rose, questa bellezza della natura inglese non è per origine.
Chiedetelo ai Crociati, dove le abbiano trovate.
Perciò le rose appartengono a tutti, come la poesia.
Cito qualcun altro.

Se amate le rose, dovete rispettare le spine.

Uno shortbread è per sempre

Ingredienti
• 185 g di burro ammorbidito
• 75 g di zucchero a velo
• un pizzico di sale
• buccia grattugiata di un limone non trattato
• 175 g di farina (la mia versione in realtà è con quella senza glutine)
• 75 g di amido di mais
• 1 cucchiaino di acqua di rose
• 1 uovo
• 50 g di granella di pistacchio (per me nocciole)
• petali di rose canditi (anche no)

1. Rendete cremoso il burro, lavorandolo con lo zucchero, poi unite sale e buccia di limone. Aggiungete nella planetaria la farina un po’ alla volta, l’amido di mais e l’acqua di rose.
2. Trasferite l’impasto su un piano di lavoro infarinato e formate un cilindro con un diametro di 6 cm (per me 5 cm). Inzuppate nell’uovo e ripassate nella vostra granella, di pistacchio o nocciole.
3. Avvolgete in pellicola e fate riposare in frigo per un’ora.
4. Scaldate il forno a 180 °C, affettate il vostro impasto in rondelle di mezzo centimetro di spessore (non di più) trasferiteli su una teglia da forno foderata ed infornate. Tempo di cottura max 15 minuti.
5. Fate raffreddare per 10 minuti manovrando con cura, perché potrebbero rompersi.
6. Spolverate di zucchero e rose candite e servite.


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Biscottini persiani

La ricetta di oggi è una delle più belle, nella sua semplicità tecnica.

Si tratta di semplici biscottini di riso, adatti anche ai celiaci, ma impreziositi da due spezie, le rose e lo zafferano, che hanno governato le rotte geopolitiche di due dei grandi imperi del passato, quello Romano a Occidente e quello Ottomano a Oriente.

Per prepararli seguite la ricetta in basso e munitevi di uno stampo. Io ho utilizzato uno di quei bicchieri da cristalliera col fondo a raggiera, insomma uno di quei bicchieri improponibili attualmente, ma utili per queste manovre di pasticceria leggera.

 

Se invece, avete voglia di chiacchierare un altro po’, posso raccontarvi esattamente da dove arrivano, o almeno la mia personale interpretazione.

 

La curiosità di voler realizzare dei biscottini persiani nasce da una scena di un film che credo di aver visto solo io, ma tant’è.

 

Ibrahim Golestan gira in diversi tempi e con molteplici interruzioni, il primo lungometraggio di finzione Mattone e Specchio, che parte da una piccola cronaca di due poveri amanti, per fare luce sull’atmosfera e sulle contraddizioni generazionali di un intero paese, la Persia, l’attuale Iran, all’indomani del colpo di stato del ’63. Il titolo del film è invece preso in prestito da alcuni versi di un grande poeta e mistico sufi del XIII secolo, Farid al Din Attar.

 

“Quello che i giovani vedono nello specchio,

gli anziani lo vedono nel mattone grezzo

 

Il film è drammatico, ha i sottotitoli, perché non è doppiato e la pellicola è stata restaurata di recente, difficilmente qualcuno sano di mente andrebbe oltre la prima scena, insomma, ma ad un certo punto, il giovane ed impacciato protagonista, volendo risolvere un grosso guaio in cui si era cacciato, chiude in casa la giovane amante, raccomandandole di non uscire per non farsi vedere dai vicini, e dicendole che se avesse avuto fame, avrebbe potuto mangiare dei biscotti. Eccoli, secondo me sono questi.

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Lo so, è un po’ forzata come interpretazione, ma è la ricetta a cui ho subito pensato.

Questi biscotti hanno anche altro di speciale, li ho preparati solo per persone che li hanno saputi apprezzare, e così vorrei che fosse ogni volta che preparo qualcosa, perché di solito ogni ricetta mi matura nel cuore.

Nan-e Berenji

Per circa 50 biscotti

-250 g di farina di riso
-125 g di zucchero a velo
-110 g di burro
-1 tuorlo d’uovo
-1 cucchiaio e mezzo di acqua di rose o sciroppo di rose
-1 cucchiaino di cardamomo in polvere
-½ cucchiaino di zafferano
-semi di papavero qb

  1. Lavorate col mixer il tuorlo d’uovo, lo zucchero e il burro ammorbidito, amalgamandoli bene.
  2. Aggiungete l’acqua di rose (io ho usato lo sciroppo), il cardamomo in polvere, la farina di riso e impastate ancora fino ad ottenere un impasto soffice. Se è necessario aggiungere altra farina.
  3. Su una superficie ben infarinata con farina di riso extra, stendete l’impasto ad uno spessore di circa 1,5 cm e ricavatene dei dischetti di circa 3-4 cm di diametro.
  4. Sistemate i biscottini su una teglia foderata con carta forno e spennellateli con l’infuso allo zafferano che avrete preparato sciogliendo mezzo cucchiaino di zafferano in due cucchiai di acqua bollente e lasciato riposare almeno 15 minuti.
  5. Spolverate con i semi di papavero.
  6. Cuocete in forno statico già a temperatura a 150° C per 8 – 10 minuti o, comunque finché saranno dorati.

 


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Oum Ali-Egyptian bread pudding per il Redone

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Da Baklava to Tarte Tatin di B. Laurence proviene questo Dolcino veloce veloce che ho realizzato con dei croissant senza glutine confezionati, alla ricerca di una ricetta che parlasse di Medio Oriente, e, come ultimamente mi succede, l’ho trovata nel repertorio dello Starbooks, precisamente qui. L’ho realizzata per il Redone di Ottobre.

Nel nome, un piccolo mistero. Anzi due. La mamma di Ali (oum Ali) chi è?…

Sul pudding “egiziano” possiamo anche parlare, o almeno supporre. Ignoro la posizione dell’autore sull’argomento, però è assolutamente plausibile l’accostamento della parola pudding con l’aggettivo egiziano. O almeno così pare…nel senso che il britannico pudding pare sia stato importato dagli antichi Romani ai tempi delle grandi conquiste, tanto che il famoso butellum di cui parla Apicio altro non è che un pudding in versione salata.

Da Giulio Cesare a Cleopatra è un attimo, vero? Insomma, questa è una mia supposizione, ma ad ogni modo questa ricetta ha il suo perché😉!

Per 6-8 persone:

4 croissants vuoti, vecchi di 2 giorni (per me senza glutine)
50 g di pistacchi
50 g di uva sultanina
50 g di mandorle a lamelle + altre per guarnire
50 g di gherigli di noci
50 g di noce di cocco grattugiata
150 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di cannella
50 g di latte in polvere
750 ml di latte
250 ml di panna
1 cucchiaio di acqua di rose (oppure di estratto di vaniglia)Sciroppo di rose

6-8 stampi da ramequin

Preriscaldare il forno a 200 °C in modalità statica.
Rompere i croissants con le mani in grossi pezzi e distribuirli tra gli stampi da ramequin.
In una ciotola mettere tutta la frutta secca e mescolarla con le mani; distribuirla uniformemente tra glii stampi da ramequin e mescolare ognuno di essi, perché si distribuisca uniformemente.

Mettere zucchero, cannella e latte in polvere in una pentola e scaldarli su fiamma media. Aggiungere il latte, la panna e l’acqua di rose (o l’estratto di vaniglia) mescolando. Portare a bollore mescolando continuamente, poi versare negli stampi da ramequin.
Far riposare 10 minuti per permettere ai croissant di assorbire bene il composto, poi infornare per 15-20 minuti, finché la superficie non abbia assunto un bel colore dorato.
Servire tiepidi.

NOTE

Non ho il libro di Laurence perciò ho seguito il lavoro come ha fatto Mapi. I lievitati senza glutine, però, hanno bisogno di più liquidi, ma a sorpresa il risultato è stato eccellente. Ho usato lo sciroppo di rose, perché non avevo l’acqua di rose e credo che sia stato quello a legare meglio, essendo anche più denso.

La farina di cocco in alcuni stampi è rimasta tale, non è stata “assorbita”.

E’ un dolce veloce e sorprendente, allo stesso tempo.

Avevo degli stampi da pudding in alluminio molto piccoli e ne ho provato uno, oltre ai ramequin in ceramica. Sono riuscita a sformarlo comodamente per un impiattamento più elegante (foto sotto).

Ho servito con dei ciuffi di panna montata.

Piaciuto tantissimo a tutti.

PROMOSSO

nota 2

Per l’origine del “pudding” leggete l’articolo di Alessandra Gennaro pubblicato su “A Tavola” n. 8 Agosto 2016. E’ illuminante.

 

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I miei Mini Rose cupcakes per Il Club del 27

Non perdere nessuna delle spine che trovi nel cammino,

con una di esse puoi salvare un’anima.

Teresa di Lisieux

 

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La mia personalissima rubrica di Mistica nel piatto tarda a partire, però questo mese con gli amici di MTChallenge abbiamo anticipato di qualche giorno l’uscita del Club del 27 per sorprendervi con una pioggia di petali di rose.

Infatti non sarà un libro a farci compagnia, ma una rosa di ricette alle rose, e scusate il gioco di parole. Io sono rimasta affascinata da questi cupcakes che vi ripropongo nella loro apparente semplicità. Mi hanno dato qualche problema, ma gli ho ripetuti volentieri e penso che diventeranno ricetta di famiglia, perché son piaciuti a tutti. La versione originale è di Urvashi Roe, io ho liberamente interpretato i suoi cupcakes con una farina autolievitante ma senza glutine.

Una dolcissima bontà, e anche se ci ho messo del colorante e tanto zucchero, cosa che di solito preferisco evitare, vi dirò che è stata un’eccezione da provare almeno una volta nella vita!

Come vi dicevo, questo mese vi sorprenderemo con tante ricette alle rose, e per Maggio, non poteva esserci scelta migliore. Andate qui e le troverete tutte.

Mini rose cupcakes

Ingredienti per 24 cupcakes

2 uova grandi

3 cucchiaini di acqua di rose, o 4 per un sapore più forte

115 g di zucchero grezzo

115 g di burro, ammorbidito

115 g di farina autolievitante (per me senza glutine)

Ingredienti per icing

250 g di zucchero a velo, setacciato

80 g di burro ammorbidito

un cucchiaio di latte a temperatura ambiente

un cucchiaio di acqua di rose a temperatura ambiente

colorante rosa per alimenti

zuccherini per decorare

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  1. Preriscaldare il forno a 180°C. Allineare e mettere da parte i pirottini.
  2. Battere dolcemente le uova con l’acqua di rose in un contenitore capiente e aggiungervi lo zucchero.
  3. Mescolare il tutto con un frullatore  fino ad ottenere un impasto leggero e schiumoso. Aggiungere il burro ammorbidito un po’ alla volta continuando a mescolare.
  4. Una volta incorporato il burro, aggiungere la farina ed incorporarla delicatamente fino a quando non diventerà un impasto omogeneo.
  5. Suddividere l’impasto in 24 pirottini (con metà dose io ho riempito 14 pirottini da 4 cm per metà) e cuocere per almeno 15 minuti,finché non saranno dorati. Sfornarli e lasciarli raffreddare del tutto.
  6. Mentre ancora sono nel forno, mettere tutti gli ingredienti per la cremina in una terrina alta e capiente, mescolando fino a quando non risulterà un composto soffice e omogeneo.
  7. Ripartire l’icing con una siringa e decorare con gli zuccherini. 

 

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